James Bond, l’ex casting director boccia Jacob Elordi e Callum Turner: «Sappiamo troppo di loro»
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James Bond, l’ex casting director boccia Jacob Elordi e Callum Turner: «Sappiamo troppo di loro»

Debbie McWilliams, storica casting director della saga, spiega perché il prossimo 007 dovrebbe essere un volto meno esposto e più misterioso

James Bond, l’ex casting director boccia Jacob Elordi e Callum Turner: «Sappiamo troppo di loro»

Debbie McWilliams, storica casting director della saga, spiega perché il prossimo 007 dovrebbe essere un volto meno esposto e più misterioso

Collage Jacob Elordi Callum Turner James Bond

La ricerca del nuovo James Bond è ufficialmente iniziata, ma secondo una delle figure più importanti nella storia del franchise la scelta non dovrebbe ricadere su volti già troppo esposti. A dirlo è Debbie McWilliams, storica casting director della saga di 007, che per quarant’anni ha lavorato ai film del celebre agente segreto, da Solo per i tuoi occhi del 1981 fino a No Time to Die del 2021.

Nel corso della sua lunga esperienza nel franchise, McWilliams ha contribuito alla scelta di tre interpreti fondamentali di Bond: Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig. Ora che la saga è entrata in una nuova fase dopo l’acquisizione da parte di Amazon, la ricerca del prossimo 007 è passata nelle mani della casting director Nina Gold e del regista Denis Villeneuve, incaricato di dirigere il nuovo film.

Intervistata da The Independent, McWilliams ha espresso un parere molto netto su alcuni dei nomi più ricorrenti nelle indiscrezioni degli ultimi mesi. Tra questi figurano Jacob Elordi, Callum Turner e Harris Dickinson, spesso indicati da insistenti rumor come possibili candidati per raccogliere l’eredità di Craig.

«Non voglio vedere nessuno di loro nei panni di James Bond», ha dichiarato McWilliams, riferendosi proprio a Elordi, Turner e Dickinson. L’ex casting director ha spiegato che, a suo avviso, è «assolutamente essenziale» che Bond conservi un’aura di totale enigma: «Sappiamo ormai così tanto di loro. Vogliamo sapere il meno possibile della loro vita personale, perché questo è ciò che sono le spie».

Secondo McWilliams, il pubblico non dovrebbe percepire l’attore scelto come una celebrità troppo riconoscibile nella quotidianità. «Non abbiamo bisogno di sapere dove va a fare shopping, chi sono i suoi genitori o dove vive. Non vogliamo mai vederlo a casa», ha aggiunto. Per lei, una parte fondamentale del personaggio resta la sua funzione più iconica: «Ha la licenza di uccidere, e dobbiamo credere che sia in grado di farlo. Se non ci riusciamo, allora abbiamo perso il pubblico».

Il punto centrale, dunque, è la credibilità. Bond deve restare una figura sfuggente, quasi impenetrabile, capace di incarnare fino in fondo l’idea stessa di una spia. Per questo, secondo McWilliams, una star già molto presente nell’immaginario del pubblico rischierebbe di portare con sé troppe informazioni, troppe associazioni e un livello di familiarità poco adatto al personaggio.

L’ex casting director ha poi ricordato i precedenti interpreti del ruolo, spiegando perché la relativa distanza dalla sovraesposizione mediatica abbia aiutato il franchise. «Timothy e Pierce non erano particolarmente conosciuti. Daniel aveva avuto una carriera nel cinema indipendente e una vita sentimentale abbastanza colorita, ma non era un nome familiare per tutti, e questo aiuta enormemente», ha detto McWilliams.

Per il futuro della saga, la sua preferenza resta quindi molto chiara: «Vorrei vedere qualcuno che arrivi completamente dal nulla». La scelta migliore, secondo lei, potrebbe non essere uno dei nomi più chiacchierati, ma un attore capace di sorprendere proprio perché non ancora troppo definito nell’immaginario collettivo.

McWilliams si è espressa anche su un altro tema spesso discusso negli ultimi anni: la possibilità di cambiare radicalmente il personaggio. Secondo lei, Bond dovrebbe restare un uomo, perché così è stato concepito da Ian Fleming. «È così che lo ha scritto Ian Fleming. Perché vorresti cambiarlo? Non hanno trasformato Harry Potter in Alice Potter o in qualcuno di un’etnia diversa. È così che è stato scritto, ed è così che dovrebbe rimanere, secondo me», ha dichiarato.

Amazon ha confermato a maggio che il processo di casting per il nuovo James Bond è ufficialmente partito, precisando però che non commenterà i dettagli della ricerca fino al momento opportuno. Il nuovo film sarà il ventiseiesimo capitolo della saga cinematografica e segnerà l’inizio di una nuova era per 007.

A produrre il progetto saranno Amy Pascal, produttrice di Spider-Man, e David Heyman, produttore della saga di Harry Potter. La sceneggiatura è invece affidata a Steven Knight, creatore di Peaky Blinders. La scelta del prossimo Bond resta quindi uno dei nodi più attesi del nuovo corso del franchise, ma per Debbie McWilliams una cosa è certa: più che una star già vista e rivista, 007 avrebbe bisogno di un volto ancora capace di restare misterioso.

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