Jason Bourne, fatti e non parole: solo 25 righe di dialoghi per Matt Damon
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Jason Bourne, fatti e non parole: solo 25 righe di dialoghi per Matt Damon

Prepariamoci a vedere l'attore impegnarsi in una performance silenziosa ma granitica

Jason Bourne, fatti e non parole: solo 25 righe di dialoghi per Matt Damon

Prepariamoci a vedere l'attore impegnarsi in una performance silenziosa ma granitica

Jason Bourne non è mai stato un gran chiacchierone. E nel prossimo capitolo della sua saga, in arrivo in Italia l’1 settembre, l’agente segreto di Matt Damon sarà ancora più silenzioso del solito. Stando a quanto rivelato da The Guardian, infatti, l’attore nel film di Paul Greengrass ha solo 25 righe di dialoghi. Aspettiamoci dunque una versione dell’eroe ancor più all’insegna della concretezza e dell’azione. In merito, Damon ha spiegato: «Nel primo film, il personaggio di Marie Kreutz (Franka Potente) era ancora viva, quindi c’era più interazione e Bourne era molto più confuso sul suo passato. Quando Marie muore all’inizio del sequel, però, Jason diventa un personaggio molto solitario. Ne abbiamo parlato molto e mi ricordo che Tony (Gilroy, lo sceneggiatore) mi scrisse una mail, dicendomi: “Ti rendi conto di cosa significa? In pratica quasi non parlerai in questo film”. Ho risposto che lo adoravo».

Bourne va dunque ad aggiungersi a tutta quella schiera di eroi duri e silenziosi che il cinema da sempre ci regala. Basti pensare alle 700 parole pronunciate in 137 minuti da Arnold Schwarzenegger in Terminator 2 (“fatica” per cui è stato pagato 15 milioni di dollari, 21.429 a parola), o ai più recenti Tom Hardy in Mad Max: Fury Road o Leonardo DiCaprio in Revenant – Redivivo.

Ma quando si è uomini d’azione, a che serve parlare?

Fonte: The Guardian

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