«Ho fatto l’errore di far vedere il trailer ai miei figli, alle nove di sera. Da quel momento non sono riuscito più a metterli a letto: ora pensano di avere il padre più figo di tutti».
E se a dirlo è un gigante esotico di quasi due metri come Jason Momoa, c’è da credergli.
Dopo Justice League, l’attore di origini hawaiiane torna a indossare i panni di Aquaman. Quando lo incontriamo a Los Angeles per la nostra intervista, insieme a lui ci sono proprio i due figli nati dall’amore con Lisa Bonet (la Denise de I Robinson), Lola, 11 anni, e Nakoa-Wolf, 10 anni tra qualche giorno. Sono i mini-me del papà: capelli lunghi, stile trasandato – quasi selvaggio – e due tavole da skate infilate nello zainetto.
Nonostante la sua stazza immensa, Momoa è un guascone pieno di energia positiva: ride e scherza coi piccoli e si diverte anche con noi, non appena inizia a rispondere alle domande.
Ti ricordi la prima scena che hai girato?
«Come potrei dimenticarmela, faceva schifo (ride)! Dovevo atterrare cadendo dal sottomarino ma l’ho fatto malissimo. Tutta colpa dei jeans bagnati che indossavo. Giuro, non si poteva guardare».
È stato complicato girare un film interamente ambientato in acqua?
«È stata un po’ la stessa cosa del primo giorno. Ero costantemente bagnato. Però mica mi lamento… del resto faccio Aquaman, non poteva andare diversamente».
L’intervista completa è pubblicata su Best Movie di dicembre, in edicola dal 30 novembre
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