Nel mondo di Cartoonia il nome di John Lasseter è uno di quelli destinati a rimanere scolpiti nella roccia. è infatti a lui (e a Ed Catmull) che si deve la nascita dei Pixar Animation Studios, la casa cinematografica che ha sfornato i migliori film d’animazione dell’ultima decade e della storia del cinema, grazie alla formidabile combinazione di idee moderne, belle storie e tecnologie al passo coi tempi. Una formula vincente che ha conquistato il pubblico, entusiasmato la critica e dato vita a un’alleanza con Walt Disney Studios. Un’unione che, superando periodi turbolenti, ha inanellato successi su successi, collezionato Oscar e registrato incassi record ai botteghini di tutto il mondo. Era il 1995 quando Toy Story sbarcava al cinema, seguito negli anni a venire da titoli come Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Gli incredibili, fino all’ultimo WALL-E , ancora nelle nostre sale. Dopo l’acquisizione da parte di Walt Disney Co. di Pixar Animation, avvenuta nel gennaio del 2006, John Lasseter ha assunto il ruolo di chief creative officer diventando anche il principale consulente creativo di Walt Disney Imagineering. Regista dei due Toy Story, di A Bug’s Life e Cars, ha lavorato in qualità di produttore esecutivo del nuovo film Bolt – Un eroe a quattro zampe , in arrivo nelle nostre sale il 28 novembre. Il film racconta di un cane cresciuto sul set di una serie tv nella quale interpreta un super eroe e che crede di possedere davvero i poteri del suo personaggio perché quella dello show è l’unica realtà che conosce. Quando viene catapultato nel mondo reale, si rende conto che la sua vita è stata una menzogna e comincia il suo viaggio nella lenta trasformazione in un vero cane, aiutato dal criceto Rhino e dalla gatta Mittens. Un film che ha passato il test che John Lasseter reputa fondamentale e veritiero: il giudizio della sua numerosa famiglia:

“In tutta la mia carriera, mia moglie Nancy e i miei cinque figli sono sempre stati la mia audience di prova. Porto sempre a casa delle anteprime del film e le mostro alla mia famiglia e osservo la loro reazione. I miei bambini, soprattutto a casa, se il film non li coinvolge, si alzano e se ne vanno. E mia moglie parla per tutto il film, e mi fa un sacco di domande. Io prendo appunti e ascolto quello che hanno da dire alla fine del film. Ascolto sempre quello che i miei figli pensano di un film quando torniamo a casa dal cinema, in macchina. E se chiacchierano e ridono e ripetono le battute, allora so che gli è piaciuto. Se invece stanno zitti o mandano SMS con il telefonino, so che non vorranno rivedere quel film. E quando ho mostrato loro una prima versione di Bolt, la cosa che ho notato è quante battute di Rhino ripetevano. Perché quando stiamo sviluppando una storia, mi piace mostrarla un paio di volte, ma poi mi devo fermare, perché voglio portarli alla première mondiale. Voglio che vedano il prodotto finito. Quindi continuo a dire loro “Aspettate di vedere il film!” ».

Al.Za.

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