Il film, non c’è dubbio, è tra i più attesi del 2010: la curiosità intorno ad Alice in Wonderland, nuovo annunciato capolavoro di Tim Burton, cresce a ogni nuova immagine diffusa dalla produzione. Ad accrescere l’interesse ci pensa anche Johnny Depp, che nel film (rilettura personalissima del classico Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll) interpreta il Cappellaio Matto: reduce dalla prova di Nemico pubblico di Michael Mann, in cui veste i panni del vero gangster John Dillinger, il divo si è sentito come «sparato fuori da un cannone», libero finalmente di dare libero sfogo alla propria fantasia d’attore.
In un’intervista al sito Collider, l’attore ha raccontato lo studio sul personaggio compiuto per calarsi nel ruolo. «La chiave per comprendere il ruolo è nelle pagine del libro», spiega Depp, che dopo aver compiuto qualche ricerca ha scoperto il perché del vecchio detto “matto come un cappellaio”: «Soffrivano d’avvelenamento da mercurio, e partendo da questo dettaglio ho immaginato che aspetto potesse avere. Ho fatto degli schizzi, li ho portati a Tim e… erano molto simili alla sua idea del personaggio: molto colore, tanta luminosità, e un cappello desaturato». Ennesima conferma (se ce ne fosse stato bisogno) del feeling creativo tra Burton e Depp: «Ho visto qualcosa del risultato finale, e credo di essere uscito esattamente come volevo… quando ti capitano progetti del genere, è una fortuna non essere licenziati», continua Depp, ironizzando su quando Disney (stessa major di questa nuova, visionaria versione di Alice), ai tempi del blockbuster Pirati dei caraibi, minacciò di “farlo fuori” a causa di divergenze d’opinione sul personaggio di Jack Sparrow.

© RIPRODUZIONE RISERVATA