La macchina da presa di Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, Flight) scala un grattacielo, per farcene cogliere tutta l’altezza.
In cima all’edificio vediamo un irriconoscibile Joseph Gordon-Levitt, con i tratti somatici più allargati dei suoi, i capelli chiari, le lenti azzurre, un abbigliamento molto casual, che cammina su una trave appoggiata al terrazzo dell’ultimo piano. Sta guardando verso il basso, dominando dall’alto la Grande Mela, e sembra pronto a spiccare il volo.

«I limiti esistono esistono soltanto nell’anima di chi è a corto di sogni» diceva Philippe Petit, ardito funambolo. Sua fu l’impresa folle e (quasi) impossibile di camminare su un filo d’acciaio fra le Torri Gemelle per 45 minuti a più di 400 metri d’altezza.

Il regista Premio Oscar Robert Zemeckis (per Forrest Gump) dirige il film che racconta la storia vera di un giovane sognatore. Con tanto coraggio e un’ambizione cieca, Petit riuscì a superare i limiti fisici, la paura e i divieti delle forze dell’ordine e vincere così la sua sfida.

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Dalla set visit del film, abbiamo raccolto le dichiarazioni del regista e dei protagonisti. Ecco alcune delle line più significative. Il resto lo scoprirete presto nel nostro report dal set:

«Camminare su di un filo tra le Torri del World Trade Center è bello e coinvolgente,ma c’è anche una metafora nascosta», ha detto Gordon-Levitt sul set di The Walk. «Riguarda il credere in se stessi abbastanza da dire: Posso fare tutto. Posso essere la persona che voglio essere».

«Io penso che la tragedia non debba cancellare la bellezza» ha sottolineato ancora Gordon-Levitt.  «Penso sia anche importante ricordare quel momento bellissimo… che fu un onore grande, far sì che quelle torri non restino solo un simbolo di disastro, ma che si ricordino anche per quel grande momento di bellezza».

«Il film è una lettera d’amore alle Twin Towers» ha detto Zemeckis. «Sono presenti nel film al pari dei personaggi. Quindi è anche una celebrazione. Nella tragica storia di questi edifici, c’è stato un momento glorioso e umano. Io penso che sia qualcosa di importante da ricordare».

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