A farle la radiografia da vicino, si stenta a credere che abbia 56 anni. A parte qualche piccola ruga sul labbro superiore, sembra che il tempo si sia dimenticato di reclamare il conto a Julianne Moore. Sarà la solita fortuna delle rosse dalla pelle diafana disseminata di lentiggini, ma non è solo l’involucro a essersi mantenuto quasi intatto: neanche la minima posa da diva consumata si nasconde dietro il contegno di quest’attrice professionista, che nel corso di una lunga carriera ha conquistato un Oscar, tre Golden Globes, un Orso d’oro, un premio a Cannes e due Coppe Volpi. Anzi, la spontaneità dello sguardo, l’atteggiamento curioso e “alla pari” con cui si rivolge a chiunque nella stanza – dall’assistente al cameriere che le porge l’acqua – sembrano quelli di una ragazzina. 

È a Venezia, per promuovere il film sul tema del razzismo (tratto da una storia vera) diretto dall’amico George Clooney, segnato da una coincidenza che ha dell’incredibile con gli scontri di Charlottesville. Per l’occasione si è scissa nei panni di due gemelle dalla personalità diversissima: una rancorosa e infelice perché costretta su una sedia a rotelle, l’altra che sogna di possedere tutto quello che ha la sorella. Il classico doppelgänger (il gemello maligno) che qualsiasi attrice sogna di accettare come sfida, come è lei stessa a raccontarci. 

Com’è interpretare una simile stronza? 
Julianne Moore:
«(Ride) È un personaggio molto divertente. Ciò che amo di lei è questa compromissione così profonda con i suoi desideri, che la consumano, la divorano dentro, e per i quali è in grado di compiere qualsiasi azione».

Come madre cosa si prova a identificarsi con un ruolo del genere?
«Noah (Jupe, la giovanissima rivelazione di The Night Manager, ndr) è un bambino stupendo, con una famiglia meravigliosa alle spalle, ma soprattutto un attore in grado di fare qualsiasi cosa e di comprendere la differenza tra mondo reale e mondo immaginario. Ci siamo divertiti davvero tanto insieme».

La gemella cattiva sembra disposta a tutto, per ottenere il rispetto delle persone. Non è una contraddizione?
«Io non credo che Margaret desideri la rispettabilità o di essere la donna perfetta. Vuole quell’uomo, quel bambino e quella casa. Vuole quella famiglia e sarebbe capace di qualsiasi gesto pur di averla». […]

L’intervista completa a Julianne Moore è su Best Movie di dicembre, in edicola dal 

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