Kit Harington è un volto nuovo per cinema e televisione. Nuovissimo: Il trono di spade, serie fantasy targata HBO, è il suo esordio assoluto. Eppure il suo Jon Snow è uno dei personaggi più amati dell’intera serie, che ha convinto gli irriducibili fan dei libri di George R.R. Martin fin dal primo episodio (per non parlare dei cuori che ha rubato…). E che potremo goderci di nuovo, comodamente seduti sul divano di casa, a partire da oggi, giorno di uscita home video del cofanetto della prima stagione di Il trono di spade. Potete trovare tutte le notizie sul cofanetto qui e qui. Intanto, andiamo a scoprire cosa ci ha raccontato Kit Harington…

Best Movie: Dopo appena due stagioni, Il trono di spade è uno dei successi televisivi più clamorosi di sempre. Qual è il suo bilancio dell’esperienza sul set, finora?
Kit Harington: «Mi sento molto fortunato per questa opportunità, che per me è stata memorabile sotto tutti i punti di vista: attori, set, registi coinvolti, persino i luoghi dove abbiamo girato. Forse anche perché è stata un’esperienza del tutto nuova per me, che non avevo mai fatto nulla del genere prima…».

BM: Vuol dire che non aveva mai lavorato dietro una macchina da presa?
KH: «Esatto; non mi era capitato neanche in accademia! Mi ha messo molto in soggezione, all’inizio, e oltretutto ora mi sono fatto un’idea sbagliata di com’è lavorare per la tv, visto che questa serie ha valori produttivi molto sopra la media. Dal momento in cui abbiamo cominciato a girare il pilot al debutto in tv della serie è passato un anno e mezzo, a volte avevo quasi l’impressione che non sarebbe mai uscita (ride)».

BM: Conosceva già i libri quando si è presentato per i provini?
KH: «Per nulla, avevo solo letto lo script del pilot, che presenta tutti i personaggi insieme. Infatti all’inizio ero molto confuso (ride): sapevo che era un prodotto HBO e quindi mi fidavo ciecamente della qualità, e il mio personaggio mi sembrava fantastico, ma c’erano così tante storie parallele che non avevo idea di cosa stesse succedendo intorno a me».

BM: Poi li ha letti, vero?
KH: «Ovviamente sì, e sono fantastici, i classici libri che è impossibile mettere giù. Interpreto un personaggio che potrei continuare a interpretare per i prossimi sei anni, quindi volevo sapere cosa mi sarebbe successo (ride). La prima volta che ho preso in mano il primo volume della serie mi sono detto: “Wow, ci metterò una vita”. E invece i libri sono diventati i miei migliori amici, li uso spesso come riferimento quando devo girare una scena difficile».

BM: Il personaggio di Jon è uno dei pochi a essere realmente eroici nella serie.
KH: «Ed è anche uno di quelli con cui è più facile simpatizzare, insieme a Tyrion (il “nano” interpretato da Peter Dinklage, ndr). Sono entrambi dei reietti, un mezz’uomo e un figlio bastardo; niente di male nel mondo in cui viviamo, ma in quello del Trono di spade sì, e quindi è facile parteggiare per loro. Jon è una brava persona, ha un grande cuore».

BM: Molti non osano neanche avvicinarsi (né ai li bri né alla serie) perché respinti dal fatto che si tratti di un fantasy. Cosa direbbe loro?
KH:
«A questa gente io dico: non fate il mio stesso errore! Il trono di spade non è un fantasy. Ho resistito anche al fascino del Signore degli anelli, ma i libri di Martin sono un’altra cosa, sono una serie basata sui personaggi e sulla loro crescita e sui rapporti tra di loro. È vero che si muovono in un universo fantastico, ma la magia è secondaria, quel che conta è la loro umanità, il modo in cui tutti interagiscono, le loro debolezze e i loro errori. E la cosa migliore è che non sai mai come andranno a finire le cose».

BM: Né chi sopravviverà e chi morirà…
KH: «Sì, Martin è sempre pieno di sorprese. Per esempio [SPOILER! Saltate questa parte se non avete visto la serie] se Ned Stark (Sean Bean, ndr) fosse sopravvissuto la gente avrebbe reagito dicendo: “Ecco, come al solito, i buoni vincono sempre”. E invece non sappiamo chi trionferà».

BM: Ha mai incontrato George Martin?
KH: «Sì, ed era entusiasta di stare sul set con noi, vedere i personaggi che aveva creato prendere vita. È un uomo meraviglioso, un genio che ci aiutato molto nel girare. La prima volta che ci siamo visti stavamo girando una scena al castello dei Guardiani della Notte (l’ordine a cui appartiene il personaggio di Harington, ndr), un’enorme ricostruzione che la produzione ha creato a Belfast. Martin si è presentato sul set e ha cominciato a scrutare tutto con sguardo critico, dicendo: “Questo è proprio come l’avevo immaginato”, “Questo pensavo l’avreste fatto più grosso” e così via. Ha una fantasia sconfinata ma soprattutto un controllo incredibile sulle sue creazioni: non gli sfugge nulla».

BM: Come fate a girare le scene con i lupi? Sono veri o sono in CGI?
KH: «Nella prima stagione abbiamo usato degli husky, tanto dovevano essere cuccioli. E le dirò, per quanto fossero ben addestrati erano comunque pieni di energia e vogliosi di giocare. Per cui capitava di girare una scena dieci volte perché i cani facevano i capricci, e magari l’unica volta che i piccoletti si comportavano bene io sbagliavo qualcosa e dovevamo rifare tutto… mi hanno fatto impazzire!».

BM: Ci sono altre cose che l’hanno messa in difficoltà in questa esperienza?
KH: «È molto diverso dal teatro: in quel caso ti scaldi, sali sul palco, fai il tuo pezzo e scendi. Quando giri qualcosa hai lunghi giorni di pausa in cui non fai nulla e devi imparare a conservare le energie. I primi tempi giravo per il set pieno di entusiasmo, poi a fine giornata ero stravolto e magari dovevo anche girare una scena. Ho imparato a starmene tranquillo guardando gli altri attori, quelli più esperti, che giocavano a carte o leggevano un libro nei momenti di pausa».

BM: Siete stati molto tempo in Irlanda a girare: ha fatto amicizia con qualcuno del cast?
KH: «Ho incontrato molte persone che ora posso considerare mie amiche: John Bradley (che nella serie è il personaggio di Sam, ndr), per esempio, ma anche Emilia Clarke (la principessa dei draghi Daenerys, ndr). Ma anche gli altri».

BM: Negli ultimi anni è passato dal Trono di spade a un film su Artù e Lancillotto al palco di un teatro per War Horse. Quanto tempo libero le rimane?
KH: «Poco, sto correndo ininterrottamente da quando ho cominciato con Il trono di spade, che rimane comunque la mia priorità. È un ritmo folle, ma mi piace!».

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