La bambina con il cappotto rosso: «Schindler's List mi ha scioccata!»
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La bambina con il cappotto rosso: «Schindler’s List mi ha scioccata!»

La giovane Oliwia Dabrowska svela l'orrore e la vergogna vissute dopo aver visto l'opera di Steven Spielberg a soli undici anni e spiega il segno indelebile che l'opera di Steven Spielberg le ha lasciato

La bambina con il cappotto rosso: «Schindler’s List mi ha scioccata!»

La giovane Oliwia Dabrowska svela l'orrore e la vergogna vissute dopo aver visto l'opera di Steven Spielberg a soli undici anni e spiega il segno indelebile che l'opera di Steven Spielberg le ha lasciato

Steven Spielberg le aveva fatto promettere di guardare il film solamente una volta compiuti 20 anni. Ma ai tempi lei era solo una bambina e la curiosità di guardare il film a cui aveva preso parte ebbe il sopravvento. E così, la “bambina con il cappotto rosso” venne a conoscienza delle tragedie avvenute durante l’Olocausto all’età di 11 anni con le immagini in bianco e nero di Schindler’s List (1993), vincitore di sette premi Oscar. «Mi vergognavo di averne preso parte, ero sconvolta, non volevo mai più guardare quel film in vita mia» ha dichiarato Oliwia Dabrowska al Times di Londra a vent’anni di distanza da quella celebre sequenza che la vede camminare per le strade del ghetto ebreo con indosso un cappotto rosso. La piccola attrice non comprese fin da subito quel vortice di violenza irrazionale e finì per avvertire su di sé il peso di quelle azioni disumane viste nel film.

«Era troppo orribile, non capivo tutto di quel film, ma ero certa che non l’avrei mai più voluto guardare» e continua spiegando che «mi arrabbiai con i miei genitori perché raccontavano a tutti che la bambina con il cappotto rosso ero io. Ho tenuto segreto per tutti gli anni della scuola il mio ruolo nel film. Quelli che lo sapevano dicevano che ero stata brava, chissà quante cose sapevano sull’Olocausto». Solo diversi anni dopo Oliwia ha compreso il valore di questa pellicola, quando a 18 anni ha trovato il coraggio per riguardare Schindler’s List: «E finalmente ho capito di avere partecipato a qualcosa di cui potevo essere orgogliosa. Spielberg aveva ragione, dovevo crescere e meturare per poterlo apprezzare». Ora Oliwia Dabrowska ha 20 anni, vive a Cracovia (Polonia), sta studiando per diventare bibliotecaria e ha quasi abbandonato definitivamente la carriera cinematografica, che resta solo un hobby. Alla fine anche lei è rimasta vittima del genocidio perpetrato dalla Germania nazista.

Fonte: La Repubblica

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