Manca sempre meno al momento in cui La Casa, remake del classico di Sam Raimi datato 1981, arriverà sui nostri schermi e potremo finalmente valutare la qualità del film di Fede Alvarez, che già dagli ultimi trailer ha incuriosito parecchio e persino fugato qualcuno dei dubbi che attanagliavano i fan più integralisti dell’originale. Questa nuova interpretazione delle vicende dei classici “cinque-ragazzi-nella-baita”, che leggendo il Necronomicon evocano un demone, pare infatti essere una versione decisamente più violenta ed esplicita – e priva dei toni comici dell’originale e soprattutto del secondo capitolo – dell’opera di Raimi; violenta al punto da creare problemi agli stessi attori coinvolti, come racconta la protagonista Jane Levy in un’intervista a Collider, in occasione della presentazione del film al South By Southwest. Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate dall’attrice:
«Le riprese sono stati quattro mesi di tortura. È stato durissimo e non oso neanche immaginare cosa succederebbe se la gente mi dicesse: “Il film? Mah, mediocre”. Penso che mi ucciderei. Ma no, ora che ho visto il film in presenza di un’audience neutrale posso dire che il nostro duro lavoro ha dato i suoi frutti».
«Mi ha aiutato girare le scene in ordine cronologico, così da seguire direttamente l’escalation di violenza. All’inizio delle riprese, Rob [Tapert, produttore, ndr] è venuto da me e mi ha detto: “Ci sarà un momento in cui crollerai e vorrai solo morire, quando accadrà tu vieni da me. È successo [farà riferimento alla famosa scena dello stupro dell’albero?, ndr] e Rob mi è stato molto d’aiuto».
Trovate l’intervista intera a questo link. Sotto, una foto di Jane Levy sul set del film
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