Dopo l’uscita del documentario contro Scientology Going Clear: Scientology and the Prison of Belief, non sono di certo mancate le critiche negative contro il documentario HBO diretto da Alex Gibney. Infatti, da molti aderenti al culto fondato da Ron Hubbard, tra i quali Tom Cruise, il film è stato aspramente criticato e considerato parte di quella macchina del fango “colpevole” di voler far calare solo ombre sul culto di Scientology. A difendere il culto è intervenuto l’attore John Travolta, uno tra i più famosi adepti della Chiesa di Hubbard, in un’intervista ai microfoni del The Tampa Bay Times ha parlato di Going Clear, difendendo il suo credo.
«Non ho visto il documentario e non ho intenzione di farlo», ha dichiarato l’attore di Pulp Fiction, continuando: «Non ho avuto mai esperienza di tutto ciò che viene sostenuto dal sentito dire, quindi perché dovrei affermare o condividere qualcosa che per me non vale? Non avrebbe senso, né per me e nemmeno per Tom [Cruise] immagino».
Travolta ha infine affermato che la chiesa lo ha aiutato in varie tragedie personali, come la morte del figlio avvenuta nel 2009: «Sono passato attraverso tempeste che credevo insormontabili. Scientology ha fatto così tanto per me ed è così meravigliosa che non potrei mai pensare di attaccarla».
In una lettera scritta il mese scorso dalla Chiesa di Scientology al The Hollywood Reporter in risposta al documentario, si legge così: «In due ore questo film mostra solo una serie di falsità, errori, racconti arricchiti e palesi omissioni commesse insieme da Rolling Stone, Brian Williams e Billy O’Reilly. Secondo i nostri calcoli, il film include in media almeno un grave errore ogni due minuti di visione».
Fonte: THR
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