Nel corso degli anni, la Bat-Famiglia si è allargata fino a comprendere numerosi vigilanti impegnati nella protezione di Gotham City. Da Robin a Nightwing, passando per Batgirl e gli altri alleati del Cavaliere Oscuro, sono molte le persone che hanno conquistato la fiducia di Bruce Wayne. Eppure, quando si parla della figura più importante e vicina a Batman, il primo nome a venire in mente è inevitabilmente quello di Alfred Pennyworth.
Il maggiordomo di Villa Wayne ha fatto parte della vita di Bruce molto prima che il giovane erede diventasse Batman. Dopo l’omicidio di Thomas e Martha Wayne, Alfred si è assunto la responsabilità di crescerlo, proteggerlo e accompagnarlo nel momento più traumatico della sua esistenza. Per i lettori, il loro rapporto è sempre apparso simile a quello tra un padre e un figlio. Una nuova storia pubblicata dalla DC, tuttavia, ha confermato una delle teorie più dolorose sulla loro relazione: Alfred non è mai stato davvero sicuro che Bruce lo considerasse parte della propria famiglia.
La straziante rivelazione arriva in Batman/Superman: World’s Finest Annual #1, albo del 2026 che mette al centro le figure paterne dei due celebri supereroi. Nel corso della storia, Alfred si confida con Jonathan Kent, il padre adottivo di Superman, ammettendo di non aver mai compreso quale fosse realmente il suo ruolo nella vita di Bruce.
Alfred considera l’uomo sotto il mantello e il cappuccio come un figlio, ma non sa se Batman abbia mai provato per lui lo stesso sentimento. Il maggiordomo teme infatti che Bruce possa averlo sempre visto soltanto come un fedele servitore, anziché come il genitore che lo ha cresciuto dopo la tragica morte dei Wayne.
Per un osservatore esterno, la risposta potrebbe sembrare scontata. Alfred non si è limitato ad amministrare Villa Wayne, ma ha cresciuto Bruce, ha curato le sue ferite, ha protetto la sua identità segreta e lo ha sostenuto durante la sua interminabile battaglia contro il crimine. È stato il suo confidente, la sua coscienza e, in molte occasioni, l’unica persona capace di opporsi alle sue decisioni più pericolose.
Il problema è che Bruce Wayne è un uomo profondamente segnato dal trauma. Dopo aver assistito da bambino all’omicidio dei genitori, ha costruito intorno a sé una barriera emotiva che gli rende estremamente difficile esprimere apertamente i propri sentimenti. Il silenzio di Bruce potrebbe quindi aver impedito ad Alfred di ricevere la conferma di cui aveva bisogno, lasciandolo per anni con il dubbio di non essere davvero considerato un padre.
A rendere la confessione ancora più dolorosa è ciò che è accaduto nella continuity principale della DC. Alfred è morto durante City of Bane, la saga del 2019 scritta da Tom King. Il personaggio è stato ucciso da Bane davanti a Damian Wayne, lasciando un vuoto enorme nella vita di Bruce e dell’intera Bat-Famiglia.
La sua morte è ancora considerata parte del canone e le storie successive hanno mostrato quanto Batman sia rimasto sconvolto dalla perdita. Nell’attuale ciclo a fumetti firmato da Matt Fraction e Jorge Jiménez, Bruce ha persino creato un assistente virtuale modellato sull’aspetto e sulla personalità di Alfred. Un modo per continuare ad avere accanto la persona che lo aveva cresciuto, ma anche il segnale della sua incapacità di accettarne completamente la scomparsa.
Quando Villa Wayne torna ad avere una governante in carne e ossa, inoltre, la scelta ricade su Verity Pennyworth, pronipote di Alfred. Anche questo dettaglio dimostra quanto la presenza e l’eredità del maggiordomo continuino a influenzare la vita di Bruce.
In un certo senso, quindi, il dolore provato da Batman dopo la morte di Alfred offre una risposta al dubbio espresso dal personaggio. Per Bruce non era semplicemente un dipendente o un collaboratore, ma una delle persone più importanti della sua famiglia. L’aspetto realmente tragico è che il Cavaliere Oscuro potrebbe non essere mai riuscito a dirglielo chiaramente quando ne aveva ancora la possibilità.
Il tema è stato affrontato anche in Batman: Caped Crusader, la serie animata disponibile su Prime Video. In questa versione della storia, Bruce si rivolge al maggiordomo chiamandolo esclusivamente “Pennyworth”, mantenendo con lui un atteggiamento freddo e distaccato. Quando viene colpito dalla tossina del Joker, Alfred arriva a definirsi poco più di un servitore obbediente e devoto al giovane Bruce.
Le diverse incarnazioni del personaggio sembrano quindi condividere lo stesso timore: aver dedicato la propria vita a Bruce Wayne senza sapere se quest’ultimo lo considerasse davvero un padre. Una domanda alla quale le azioni di Batman sembrano rispondere con chiarezza, ma che le sue parole non hanno mai risolto definitivamente.
Scritto da Mark Russell e illustrato da Clayton Henry, con i colori di Pedro Estouco, Batman/Superman: World’s Finest Annual #1 trasforma così una delle relazioni più amate dell’universo DC in una storia ancora più malinconica. Alfred ha sempre considerato Bruce come un figlio e Batman, con ogni probabilità, lo ha sempre visto come un padre. Potrebbe però averlo compreso pienamente soltanto quando era ormai troppo tardi.
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