Non è un segreto che J.J. Abrams sia un fan delle scenografie articolate: a confermare questa sua scelta artistica è stato lo stesso Rian Johnson, il regista dei futuri capitoli del franchise di Star Wars, che dopo aver visitato il set dell’Episodio VII era rimasto impressionato dalla complessità delle ambientazioni: «Stanno costruendo tantissime scenografie e oggetti di scena per questo film. È incredibile. Stanno facendo tutto nel modo giusto, sì… penso che molti altri registi preferiranno utilizzare questo tipo di effetti, è come se qualcosa ci stesse dicendo che è meglio tornare indietro. Stiamo raggiungendo una sorta di momento critico per quanto riguarda le scene d’azione in computer grafica, la fisica diventa totalmente inverosimile e si finisce molto rapidamente per esagerare».

La scelta di non affidarsi completamente alla tecnologia CGI è stata assolutamente ponderata, e a questo proposito nelle ultime ore è uscito un aneddoto interessante.
Pare infatti che a convincere J.J. Abrams dell’utilizzo delle scenografie vecchio stile sia stata la figlia di Simon Pegg. L’attore britannico, che ha già lavorato con Abrams in Star Trek (e per ora non c’è nessuna conferma di una sua eventuale partecipazione a Guerre Stellari), mesi addietro raccontò al regista e amico dell’approccio della giovane alla saga. Quando infatti la ragazzina vide per la prima volta Yoda, rimase completamente affascinata dalla resa realistica del personaggio (interpretato da un pupazzo). Racconta proprio Simon Pegg: «lei aveva circa 3 anni. Quando Yoda comparve, la vidi sedersi ad osservarlo, molto concentrata. Guarda lo schermo, poi guarda me e poi ritorna di nuovo sullo schermo e lo osserva per un po’. Finchè non mi dice mi dice: “Papà, è vero!”. Io quasi scoppio a piangere orgoglioso: “Sei davvero mia figlia!».

Un racconto così dolce e reale ha dato il coraggio a J.J. Abrams di proseguire con la sua scelta e di sottoporre l’opzione non “computerizzata” della messa in scena alla Disney.
Che dire, bravo Simon Pegg!

Fonte: cbr 

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