La legge di Lidia Poët su Rai 1: storia, trama e quando va in onda
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La legge di Lidia Poët arriva su Rai 1: la storia vera della prima avvocata d’Italia

Dopo il successo su Netflix, la serie con Matilda De Angelis debutta in chiaro. Ma chi era davvero Lidia Poët e quanto c’è di vero nella storia raccontata sullo schermo?

La legge di Lidia Poët arriva su Rai 1: la storia vera della prima avvocata d’Italia

Dopo il successo su Netflix, la serie con Matilda De Angelis debutta in chiaro. Ma chi era davvero Lidia Poët e quanto c’è di vero nella storia raccontata sullo schermo?

poster di la legge di lidia poet

Dopo aver conquistato il pubblico di Netflix, una delle serie italiane più riconoscibili degli ultimi anni è pronta a raggiungere anche la prima serata della televisione generalista. Dal 1° settembre arriva infatti su Rai 1 La legge di Lidia Poët, con Matilda De Angelis nei panni di una protagonista brillante, irriverente e determinata a trovare il proprio posto in un mondo che sembra disposto a fare di tutto pur di tenerla fuori. Al centro del racconto ci sono misteri, omicidi e indagini nella Torino di fine Ottocento, ma dietro la componente crime esiste soprattutto una vicenda realmente accaduta: quella di una donna che dovette combattere contro le istituzioni per poter esercitare una professione che aveva conquistato studiando e superando regolarmente gli esami previsti.

La legge di Lidia Poët, di cosa parla la serie con Matilda De Angelis

Creata da Guido Iuculano e Davide Orsini e prodotta da Groenlandia, La legge di Lidia Poët ha debuttato su Netflix il 15 febbraio 2023. La prima stagione è composta da sei episodi ed è diretta da Matteo Rovere e Letizia Lamartire. Nel cast, accanto a Matilda De Angelis, figurano tra gli altri Eduardo Scarpetta nei panni del giornalista Jacopo Barberis, Pier Luigi Pasino in quelli di Enrico Poët, Sara Lazzaro, Sinéad Thornhill e Dario Aita.

La vicenda prende il via nella Torino del 1883, quando una sentenza dichiara illegittima l’iscrizione di Lidia Poët all’Ordine degli Avvocati perché donna. Impossibilitata a esercitare regolarmente la professione, Lidia comincia a lavorare nello studio del fratello Enrico mentre prepara il ricorso contro una decisione che considera profondamente ingiusta. È da questa premessa storica che la serie costruisce però un universo molto più libero, trasformando la protagonista in una sorta di investigatrice capace di affrontare un nuovo caso criminale in ogni episodio.

Nella prima stagione Lidia si trova così alle prese con la morte di una ballerina, la difesa di un’operaia anarchica accusata di omicidio, oscuri segreti familiari, processi e delitti che le permettono di mettere alla prova un metodo fondato sull’osservazione e sull’intuizione. A questa componente procedurale si aggiungono le dinamiche con Enrico e soprattutto il rapporto con Jacopo, personaggio che porta nella storia anche una forte componente sentimentale. Proprio qui passa però il confine fondamentale tra realtà e finzione: la serie è ispirata alla vita di Lidia Poët, ma non vuole esserne una ricostruzione biografica rigorosa. I casi investigativi e buona parte delle relazioni personali sono stati creati per la televisione.

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Chi era la vera Lidia Poët e quanto c’è di vero nella serie

La figura dalla quale nasce la serie è però ancora più interessante della sua versione televisiva. Lidia Poët nacque il 26 agosto 1855 a Traverse, in Val Germanasca, in Piemonte, e dopo gli studi si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino. Si laureò il 17 giugno 1881 con una tesi dedicata anche alla condizione femminile e al diritto di voto delle donne, quindi svolse il praticantato e superò l’esame di abilitazione alla professione forense. Nel 1883 presentò domanda di iscrizione all’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Torino. Il Consiglio accolse la richiesta a maggioranza, facendo di Poët la prima donna ammessa all’Albo degli avvocati in Italia. La decisione ebbe però vita brevissima. Il Procuratore generale del Re si oppose e la Corte d’Appello di Torino annullò l’iscrizione, sostenendo che le donne non potessero esercitare l’avvocatura. Lidia non accettò la decisione e arrivò fino alla Cassazione, ma il 18 aprile 1884 il suo ricorso venne respinto.

Le argomentazioni utilizzate contro di lei restituiscono in maniera particolarmente evidente la mentalità dell’epoca. Il problema non era infatti la preparazione di Poët, che aveva conseguito tutti i titoli richiesti, ma il semplice fatto che fosse una donna. Nelle motivazioni venivano richiamati il ruolo pubblico dell’avvocatura e persino considerazioni sulla presunta sconvenienza della presenza femminile nelle aule giudiziarie. Anche l’uso esclusivamente maschile del termine “avvocato” nella legislazione dell’epoca venne impiegato all’interno del ragionamento giuridico che portò alla sua esclusione. Dopo essere stata cancellata dall’Albo, Lidia Poët non poté continuare a esercitare autonomamente come avvocata. Lavorò per molti anni nello studio del fratello Enrico, collaborando alla preparazione delle cause e occupandosi di questioni giuridiche, ma senza poter firmare gli atti e patrocinare personalmente davanti ai tribunali con il titolo che aveva conquistato.

La sua battaglia non si limitò inoltre alla professione. Poët si interessò alla condizione dei detenuti, alla tutela dei minori e degli emarginati, partecipò al dibattito internazionale sulla riforma penitenziaria e sostenne l’emancipazione femminile e il suffragio. La possibilità di tornare ufficialmente alla professione arrivò soltanto molti anni dopo, grazie alla legge 17 luglio 1919, n. 1176, che aprì alle donne l’accesso alle professioni. Nel 1920, a 65 anni, Lidia Poët poté quindi iscriversi nuovamente all’Albo e diventare a tutti gli effetti avvocata. Morì a Diano Marina il 25 febbraio 1949. È dunque autentico il cuore della storia raccontata dalla serie: Lidia Poët esistette davvero, studiò legge, venne ammessa all’Ordine e successivamente esclusa perché donna, combattendo per decenni contro quella discriminazione. Sono invece frutto della fiction i numerosi omicidi sui quali indaga nella serie, il suo ruolo da detective e personaggi centrali come Jacopo Barberis e Andrea Caracciolo, così come le principali trame romantiche costruite attorno alla protagonista.

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Quando va in onda la serie su Rai 1

A oltre tre anni dal debutto su Netflix, la prima stagione di La legge di Lidia Poët arriva quindi per la prima volta in chiaro su Rai 1. La partenza è fissata per martedì 1° settembre 2026 alle 21:30, con la messa in onda dei primi due episodi. La programmazione prevede complessivamente tre prime serate e due episodi per appuntamento. Dopo il debutto del 1° settembre con gli episodi 1 e 2, martedì 8 settembre sarà la volta degli episodi 3 e 4, mentre il finale verrà trasmesso eccezionalmente il giorno successivo, mercoledì 9 settembre, con gli episodi 5 e 6.

Su Netflix, intanto, il percorso della serie è già arrivato alla conclusione: dopo la prima stagione del 2023 e la seconda uscita nel 2024, la terza e ultima stagione è stata distribuita nell’aprile 2026. Per il pubblico di Rai 1, invece, tutto riparte dall’inizio, da quella sentenza del 1883 che trasformò la battaglia personale di una giovane giurista piemontese in una vicenda destinata a entrare nella storia italiana.

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