«Avevo paura del mostro. Avevo paura di “essere” un mostro.Per questo all’inizio ho detto di no. Da donna, da attrice, non volevo venire identificata con questo personaggio, ma poi ho capito che proprio perché sono donna avrei dovuto accettare la parte e dare il mio meglio. Ho capito che dovevo superare la mia paura, e le ragioni per cui ero titubante sono diventate le ragioni per cui ho accettato».
Sofia Boutella, ultima mummia in ordine di tempo, non è un’attrice come tutte le altre. A oltre 30 anni, dopo una carriera da ballerina (che l’ha portata a lavorare anche al fianco di Madonna), ha fatto pochi film – tra cui Star Trek Beyond e Kingsman – Secret Service –, e solo ora Hollywood si sta accorgendo di lei. O forse è lei che solo ora si sta concedendo a Hollywood, tanto da essere finita sui giornali di cronaca rosa per la sua relazione con Chris Pine ed essere stata inserita nella liste delle dieci attrici più calde del momento, entrando di fatto nel “sistema”.
«Non ero pronta, dovevo studiare, dovevo imparare. Non m’interessano i soldi o la fama. Sono cose lontane da me e non sono le ragioni per cui un attore dovrebbe recitare. Non si può fare un buon lavoro se lo si fa con le motivazioni sbagliate, quindi mi sono presa il mio tempo e ho fatto scelte molto caute».
Migliaia di attrici farebbero carte false per avere una parte come questa.
«E le capisco, alla fine l’ho accettata anche io. Ma non con leggerezza o superficialità, o semplicemente per pagare l’affitto. È un ruolo iconico, nel bene e nel male, un personaggio interessante da guardare e interpretare, e volevo essere in grado di interpretarlo con passione e, per quanto possibile, competenza. Volevo fosse forte, regale e che trasparisse il suo essere maligna, ma anche i tratti umani».
Eppure eri un po’ spaventata…
«Temevo che il pubblico potesse identificarmi con il male, e ho avuto paura. E poi onestamente l’idea di passare di nuovo, dopo Star Trek (in cui interpretava l’aliena Jaylah, ndr), quattro o cinque ore al giorno in sala trucco mi metteva molta ansia. Ho capito però che era un’opportunità e che se avessi fatto un buon lavoro non ci sarebbero stati problemi».
Come ci si prepara per fare la mummia?
«Intanto si guardano tutti i film precedenti. O almeno, io l’ho fatto, perché volevo capire tutte le sfaccettature che nel tempo sono state date a questo personaggio. Mi sono innamorata del primo film e di quel genio che era Karloff. Un attore fenomenale, in grado di rendere umani personaggi inumani. Ha interpretato mostri e creature strane e lo ha fatto riuscendo sempre a farne trasparire l’anima. Affascinante da guardare, ho provato a seguirne l’esempio. Il pubblico non vuole solo il mostro, vuole sapere perché il mostro è diventato tale e cosa c’è dietro a quell’aspetto spesso terrificante. È il lato interessante di questo ruolo».
La mummia uscirà nei cinema l’8 giugno.
L’intervista completa è pubblicata su Best Movie di giugno, in edicola dal 30 maggio.
Foto: Getty Images
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