Il deserto ipnotico, le soggettive estreme, i suggestivi timelapse, la capacità di coniugare classicismo e modernità. La messa in scena di Breaking Bad è sempre di altissimo livello, con un’estetica chiara e ben codificata e una serie di singoli episodi davvero stupefacenti. Impossibili ricordarli tutti, ma alcuni sono irremovibili dalla memoria dei fan. Dal celebre pilota ai bellissimi season finale, passando per una serie di episodi cult. Chi non ricorda Walt e Jesse rinchiusi nel laboratorio e ossessionati da una mosca in Fly, puntata delittuosamente tradotta in Italia con Caccia grossa: un kammerspiel (solo teoricamente riempitivo) ma di una densità impressionante. O l’episodio in cui Hunk subisce l’agguato mortale tutto orchestrato con un raffinato gioco di sguardi e particolari che rievoca il cinema di Sergio Leone. O come non pensare alla resa dei conti tra Walt e Gustavo Fring, la cena in casa White dove Skyler confessa di pregare per la morte del marito. O quasi tutti gli ultimi episodi.

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