Sono passati vent’anni da quel 9 ottobre del 1999 in cui “La rosa purpurea”, il programma radiofonico condotto da Franco Dassisti dedicato al cinema, andava in onda per la prima volta e, a distanza di quattro lustri, è ancora on air su Radio24.
«La trasmissione» – ci racconta Dassisti stesso – «può contare su uno zoccolo duro di pubblico cinefilo, cresciuto con noi, che anagraficamente potrebbe essere situato tra i 30 e i 50 anni, ma in realtà coinvolge anche frange d’età diverse, perché la Radio va a pioggia.
Il nostro core business è il cinema inteso come grande schermo, come esperienza da vivere “fuori e dentro lo schermo”, come succedeva non a caso nel film La rosa purpurea del Cairo di Woody Allen».
Ed è proprio a questo pubblico di fedeli appassionati, in particolare, che si rivolge la “festa”, con cui verranno celebrati questi vent’anni di “trasfusione” via etere di passione cinematografica con un evento nel capoluogo milanese.
Lunedì 21 ottobre, alle 20:30, presso la sala Astra del cinema Anteo di Milano (Via Milazzo 9), infatti, si svolgerà l’anteprima col pubblico della “Rosa purpurea” di Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, alla presenza del regista.
Per riuscire ad aggiudicarsi uno dei 100 posti in palio (fino a esaurimento), basterà ascoltare “La rosa purpurea” di questo sabato 19 ottobre, dalle 18 alle 19, perché verrà detta una parola chiave, una password, che poi gli ascoltatori dovranno scrivere via mail o via messaggio alla redazione del programma, per riuscire a essere inclusi tra i 100 fortunati che parteciperanno all’evento.
L’anteprima cinematografica di un film italiano molto atteso sembra il modo perfetto per celebrare il ventesimo compleanno di una trasmissione cinefila, quasi controcorrente rispetto alla direzione imboccata dalla settima arte contemporanea, ormai sempre più declinata e “sparpagliata” tra mille device differenti.
Racconta Dassisti: «Questi vent’anni sono stati una corsa continua, a partire dal 1999, per raccontare un cinema che era completamente diverso da adesso, perché non c’era Internet. Da allora la nostra vocazione è stata quella di mandare la gente in sala, perché crediamo fortemente in quell’esperienza irripetibile. La nostra matrice, poi, è di parlare sempre di cinema di qualità, sia quello commerciale sia quello più di nicchia. Cerchiamo sempre, poi di dare pari dignità ai film in uscita, regalando spazi uguali. Noi sostanzialmente selezioniamo i cinque film di cui parlare e la stessa scelta a monte è già di per sé una recensione, perché scegliamo solo quelli che pensiamo meritino di essere visti. Inoltre, cerchiamo sempre di trasmettere la passione per il cinema con un linguaggio agibile, senza guardarci l’ombelico».
Altra caratteristica predominante del programma – continua il conduttore milanese – «è quella di voler trasmettere soprattutto le suggestioni sonore dei trailer e delle clip. Gli ospiti, nella forma dell’intervista o dell’ospitata realizzate da Boris Sollazzo da Roma e da Chiara Pizzimenti da Bologna, sono sicuramente un valore aggiunto.
Il buon Sollazzo, che è un po’ il mio corrispettivo a Roma – insieme siamo un po’ il Totò e il Peppino della situazione – ha realizzato collegamenti da ovunque: dagli aeroporti e dagli ospedali, perché nella vita tra partenze, malori, bambini che nascono eccetera… ce ne son successe di mille colori. È un po’ il fascino della Radio. Devo dire, poi, che abbiamo sempre avuto un rapporto di grande affettuosità con gli artisti che ci seguono e sono diventati amici. Penso ad Anna Foglietta, per citarne una, perché il nostro programma è un unicum nel panorama delle radio private commerciali. In questo ambito è davvero una rarità un programma che parla di cinema per un’ora e devo dire che gli investitori pubblicitari e le case cinematografiche se ne sono accorte. È una sorta di mezzo miracolo.
E quindi ci sono molti attori registi che sono anche ascoltatori, come Agostino Ferrente o Claudio Giovannesi…
S’è creata un po’ una piccola comunità e la festa di lunedì, con la proiezione del film di Salvatores, ha anche il senso di ridare indietro ai nostri ascoltatori qualcosa di quello che loro ci danno settimanalmente. Tra l’altro Gabriele è stato molto carino e ha registrato uno spot personalizzato per promuovere questa serata al pubblico della “Rosa”. Davvero un bel regalo».
