La serie sci-fi del momento su Netflix nasconde in realtà una storia tragicamente reale
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La serie sci-fi del momento su Netflix nasconde in realtà una storia tragicamente reale

Questo acclamato show ha fatto nuovamente luce su una vicenda tanto vera quanto straziante

La serie sci-fi del momento su Netflix nasconde in realtà una storia tragicamente reale

Questo acclamato show ha fatto nuovamente luce su una vicenda tanto vera quanto straziante

un frame della serie Netflix L'Eternauta

Nelle ultime settimane nel panorama delle serie di stampo sci-fi su Netflix è emersa con prepotenza l’intrigante storia de L’Eternauta, serie argentina basata sull’omonimo fumetto creato da Héctor Germán Oesterheld e Francisco Solano López che in brevissimo tempo ha conquistato l’attenzione di una vastissima fetta di pubblico.

Una delle qualità più affascinanti de L’Eternauta è senza dubbio il senso costante di insicurezza che avvolge ogni inquadratura e ogni scelta narrativa. Gran parte del merito va all’ispirata regia di Bruno Stagnaro, creatore della serie capace di orchestrare minacce sempre nuove mantenendo però un’inesorabile atmosfera da incubo. Tuttavia ogni passaggio della trama nasconde qualcosa di più profondo: una sfumatura sottile e al tempo stesso tangibile, che parla direttamente a chi conosce la storia dell’opera originale o ha familiarità con le cicatrici storiche del Sud America.

Prima ancora che un’avvincente opera di fantascienza, la storia che ha ispirato la serie è il racconto di un popolo che ha conosciuto l’oppressione, la lotta e l’assenza di certezze. È la storia dell’Argentina, ed è anche la storia di chi continua a resistere. Il fumetto originale venne pubblicato a puntate tra il 1957 e il 1959, in un periodo caratterizzato dalla destituzione del presidente Juan Domingo Perón per mano della giunta militare. Nel 1955 l’Argentina era sprofondata in un’era che, nonostante sia passata alla storia come la “Rivoluzione Liberatrice” ha visto le istituzioni democratiche e le politiche sociali venire soffocate da una feroce dittatura militare.

È in questo clima che nasce L’Eternauta. La storia ci presenta la caduta di una sorta di “neve” tossica inizia a sterminare la popolazione, alla quella seguono minacciose creature insettoidi, esseri umani trasformati in automi e una disperata lotta per la sopravvivenza in uno scenario post-apocalittico. Ma tutto questo non è solo fiction: è un’allegoria tanto precisa quanto potente. Non a caso, in alcune vignette dell’opera originale compare perfino la scritta “Vota Frondizi“, in riferimento al futuro presidente Arturo Frondizi, eletto proprio nel 1958. Fattore che rende chiaro fin da subito come Oesterheld stia in realtà parlando del suo presente.

Se nel protagonista Juan Salvo – interpretato nella serie da Ricardo Darín – si riflettono influenze letterarie come Robinson Crusoe e anche le teorie filosofiche del contrattualismo, l’assunto centrale dell’opera rimane prettamente politico. Insomma, per sopravvivere alla tirannia, serve una coscienza collettiva. Serve la resistenza, perché “Nadie se salva solo“, nessuno si salva da solo. Le creature aliene de L’Eternauta non sono semplici antagonisti: sono la metafora dell’autoritarismo, della dittatura. E come ogni tirannia, si nutrono della disgregazione sociale. L’unica arma efficace per contrastarne l’avanzata diventa quindi l’unione comune.

Il destino dell’autore Héctor Germán Oesterheld è tragicamente intrecciato con quello del suo paese. Dopo il successo del fumetto, Oesterheld continuò a scrivere e a rielaborare L’Eternauta, pubblicandone una versione ancora più radicale nel 1969, in cui le grandi potenze mondiali consegnano il Sud America agli invasori per salvare sé stesse. Negli anni ’70, l’Argentina precipitò nuovamente sotto una feroce dittatura militare, con Oesterheld che finì per unirsi al gruppo ribelle armato dei “Montoneros” continuando inoltre a scrivere in clandestinità. Nel 1977 fu rapito insieme alle sue quattro figlie – due delle quali incinte – e ai due generi. Nessuno di loro è mai tornato, unendosi così alla tragicamente numerosa schiera dei desaparecidos argentini. Solo sua moglie, Elsa Sánchez de Oesterheld, e i nipoti Martín e Fernando sopravvissero, con lo stesso Martín che oggi è uno dei produttori della serie Netflix.

Negli anni L’Eternauta è così diventato simbolo della resistenza argentina, entrando a far parte della cultura popolare. Numerosi riferimenti all’opera possono essere trovati sui muri delle città, nei graffiti e nelle manifestazioni, entrando inoltre a far parte del lessico comune. Dal canto suo la serie Netflix aggiorna con sensibilità molti dei temi politici presenti dell’opera originale.

Dettagli come il mitico stadio Monumental – iconica casa delle partite della squadra di calcio River Plate – trasformato nel quartier generale degli alieni, ricordano l’uso repressivo degli impianti sportivi da parte delle dittature sudamericane. Frasi come quella del personaggio di Favalli, che afferma “Le cose vecchie funzionano sempre” alludono alla diffidenza verso le “novità” spesso rivelatesi catastrofiche nella storia politica del continente.

Tornando all’attualità, con l’Argentina che si ritrova ad attraversare nuovamente un periodo difficile, l’eredità de L’Eternauta torna a parlare con forza. Perché, dopo una pandemia che ci ha messi di fronte a un pericolo invisibile, e con governi sempre più inclini all’autoritarismo in molte parti del mondo, la lezione di Juan Salvo risuona più attuale che mai: “Nessuno si salva da solo. Nemmeno noi.

Cosa ne pensate? Conoscevate la storia dietro la serie? Fatecelo sapere nei commenti!

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Foto: Netflix

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