L’abbiamo notata in Senza nessuna pietà, dove era una prostituta che faceva vacillare le certezze di un imperscrutabile Pierfrancesco Favino; poi l’abbiamo rivista in Suburra, dove, in maniera più che mai credibile, vestiva i panni di una tossica che si accompagnava a un boss di Ostia (Alessandro Borghi). Greta Scarano è una tipa tosta alla quale i ruoli di donne forti e controverse sembrano essere cuciti addosso. L’attrice torna ora al cinema con La verità sta in cielo nella parte di Sabrina Minardi, la fidanzata storica di Renatino De Pedis, membro della Banda della Magliana qui interpretato da Riccardo Scamarcio: una ragazza bella ed elegantissima, ma soprattutto la testimone di orrende verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, che però per anni nessuno ha voluto ascoltare.

Quando raggiungiamo al telefono Greta in un pomeriggio di inizio settembre, il Festival di Venezia è ancora in corso e la nostra conversazione parte proprio da lì ricordando quando, due anni prima, lei stessa era stata alla Mostra per presentare il noir diretto dal talentuoso Michele Alhaique (suo compagno nella vita), ovvero il già citato Senza nessuna pietà: un film di genere coraggioso, certo imperfetto ma molto ricercato, che respira dell’amato cinema di Jacques Audiard, Michael Mann e Refn a ogni inquadratura. Un film interessante, che purtroppo non ha avuto molta fortuna al boxoffice: «Vero – ci dice l’attrice – ma comunque è stato un titolo molto apprezzato nel circuito dei Festival e a me ha portato molta fortuna». E quest’anno non sei andata lo stesso a fare un salto al Lido? «No, non ho miei film e quindi non ho nessun motivo per andrai. Poi ho la fobia dei red carpet».

Partiamo da La verità sta in cielo. Chi è Sabrina Minardi?
«È un personaggio molto sfaccettato. Fino al 2005, quando la sua confessione portò a riaprire l’inchiesta sul caso Orlandi, quasi nessuno sapeva chi fosse, se non che era stata sposata con il calciatore Bruno Giordano. In passato, però, era stata un volto noto nell’ambiente romano, una che si accompagnava alla cosiddetta bella gente, ma anche a figure più ambigue come Renatino De Pedis. L’hanno definita una escort, ma in realtà non lo era, piuttosto era una donna molto raffinata, che vestiva Chanel: il personaggio di Patrizia di Romanzo Criminale è liberamente ispirato a lei».

Come ti sei documentata?
«La mia “Bibbia” è stata il libro Segreto Criminale scritto a quattro mani dalla Minardi insieme alla giornalista Raffaella Notariale (nel film interpretata da Valentina Lodovini): la reporter era andata a cercare Sabrina convinta che lei sapesse qualcosa in più sul caso Orlandi. Sabrina, per anni, non era stata interpellata dalla Polizia perché ritenuta una testimone inattendibile. È un testo bellissimo che indaga in maniera molto sottile sulla sua anima: lei si è aperta totalmente lì».

Hai avuto altre fonti?
«Le registrazioni che mi sono state gentilmente fornite dalla Rai, da Chi l’ha visto. Poi registrazioni video perché Raffaella l’ha ripresa durante l’intervista: lì le riprese sono in penombra, perché lei è molto timida adesso, ha un braccio che non le funziona più, è molto ingrassata e si vergogna del suo aspetto fisico attuale, lo si capisce chiaramente da quei filmati».

C’è stato un tentativo di incontrare di persona Sabrina Minardi?
«Sì, ma poi non si è concretizzato».

È stato difficile interpretarla?
«Io la interpreto sia quando lei ha 20 anni che quando ne ha 50: un lavoro molto impegnativo, era quasi come fare due personaggi. Per invecchiarmi ci volevano sei ore di trucco al giorno».

Quando è scomparsa Emanuela Orlandi, tu non eri neanche nata…
«No, era il 1983, io sono dell’ ’86. Però è un fatto che ho sempre conosciuto, qui a Roma è un episodio molto sentito, per mia mamma e mia nonna, ad esempio, è un ricordo ancora vivido. Avevo cognizione sulla Banda della Magliana, perché avevo fatto Romanzo Criminale. Anche se in realtà non sapevo che il personaggio di Patrizia della serie (e del film) era liberamente ispirato a Sabrina Minardi. Lì è molto romanzato, invece a me è stato chiesto di dar vita proprio lei».

Com’è stato lavorare con Valentina Lodovini e Riccardo Scamarcio?
«Con Valentina c’è stata una grande intesa al femminile, e, dato che io che sostengo il “girl power”, mi ha fatto molto piacere. Riccardo è un tipo inquieto, di quelli che sul set non ha bisogno di essere concentrato ma che cinque minuti prima del ciak è lì che scherza col macchinista. Ha qualcosa di carismatico, di vibrante: è stato interessante lavorare con lui».

Dopo Romanzo Criminale – La serie e Suburra, è la terza volta che interpreti la donna di un boss? Come mai ti scelgono sempre per questi ruoli?
«Devo dire che è un po’ una scelta reciproca: sono io stessa a cercare personaggi così, donne forti, parti che mi stimolano. Ai ruoli piatti dico sempre no».

Il tuo legame con la Banda della Magliana si ripresenta…
«Eh sì. Tra le altre cose sono cresciuta nemmeno troppo distante dalla Magliana. È un quartiere che conosco».

Il titolo La verità sta in cielo da dove arriva?
«Quando il fratello di Emanuela Orlandi ha chiesto udienza al Papa per chiedergli della sorella, il Papa gli ha risposto “lei è in cielo”. Anche la verità sta in cielo?»

Sul set Faenza che tipo di regista è?
«Questo è film che affronta una materia che scotta quindi lui era molto attento a ogni singola parola, che doveva essere quella giusta. Era una questione delicata. A parte ciò, mi ha lasciato completamente libera: lui è uno che accoglie molto le proposte degli attori».

Hai studiato in America e sai parlare bene in inglese. Chi è il regista straniero con cui vorresti lavorare?
«Ce ne sono milioni. Desidero tantissimo fare un film in inglese, anche più di uno. Su due piedi ti dico Soderbergh, Fincher, poi anche Iñárritu, Aronofsky, Malick, Kechiche. Poi, spero che Stefano Sollima, che è un genio, io l’ammiro molto, mi chiami con sé prima o poi ora che è in America a girare il sequel di Sicario».

Tra i tuoi prossimi film c’è Smetto quando voglio 2: ci puoi dare qualche anticipazione?
«Non posso proferire parola se no mi sparano (ride, ndr)! Posso solo dirti che abbiamo girato una piccola parte in Tailandia e che  seconda commedia dopo Qualche nuvola».

E sarai coinvolta nella serie Tv di Suburra prodotta da Netflix?
«E anche qui, per ora, non posso dire nulla: a breve saprò cosa succederà del mio futuro… In realtà la carriera di un attore è molto complicata, proprio complicata:ora, anche grazie a Suburra, mi si sono aperte tante possibilità che prima non avevo, ma sono consapevole che devo agire con molta astuzia. Tante cose adesso che mi sono state proposte non potevano assecondare la carriera nella direzione in cui io la volevo indirizzare io. Così, anche a discapito della fama, ho detto dei noi. Io penso che uno debba guardare con attenzione al futuro remoto, perché se guardi solo dietro l’angolo rischi di compiere molti errori, invece devi essere molto lungimirante.  Preferisco quindi rimanere un po’ più ferma, fare magari meno cose, però quelle giuste».

Tra l’altro, tu hai diretto anche dei cortometraggi.
«Sì sì, insieme a un mio caro amico che ha una casa di produzione: li abbiamo scritti e diretti insieme. Diversi anni fa. È stata un’esperienza un po’ estemporanea, ero proprio una ragazzina».

In un futuro non escluderesti la possibilità di dirigere?
«No. Ora, però, mi piace molto scrivere, pure in questo sto scrivendo: diciamo che mi piace perdere tempo così. In ogni caso, sono prima di tutto un’attrice. In un futuro, però, appena avrò due lire, cosa che non è adesso, non mi dispiacerebbe diventare produttrice e sostenere il cinema che amo».

Probabilmente già lo sai: noi di Best Movie siamo proprio dei tuoi fan e infatti l’anno scorso, nelle nostre classifiche del 2015, ti abbiamo messo nella top 5 dei migliori personaggi femminili per Suburra.
«Certo, mi ricordo, e mi ha fatto molto piacere. Quando la stampa e il pubblico ti fanno sapere che apprezzano il tuo lavoro io sono felicissima, perché è bello realizzare dei film, ma è bello soprattutto che qualcuno li guardi.  Quando la gente ti fa sapere che gli è piaciuto quello che hai fatto, vuol dire che il lavoro è arrivato e la tua fatica ha avuto un senso».

Un film e una serie Tv visti recentemente che ti sono piaciuti?
«Come serie The Nigh of con John Turturro. Come film Escobar di Andrea Di Stefano, ma anche Perfetti sconosciuti».

La verità sta in cielo esce nei cinema il 6 ottobre.

Foto: Getty Images

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