«La versione coreana di Black Mirror»: questa miniserie distopica meriterebbe davvero di essere riscoperta
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«La versione coreana di Black Mirror»: questa miniserie distopica meriterebbe davvero di essere riscoperta

Questa serie condivide con l'opera di Charlie Brooker il tema del rapporto ambivalente tra esseri umani e tecnologia. Ma purtroppo non ha avuto lo stesso successo

«La versione coreana di Black Mirror»: questa miniserie distopica meriterebbe davvero di essere riscoperta

Questa serie condivide con l'opera di Charlie Brooker il tema del rapporto ambivalente tra esseri umani e tecnologia. Ma purtroppo non ha avuto lo stesso successo

La serie SF8, definita «la versione coreana di Black Mirror»

Diffusa nel 2011, la serie britannica Black Mirror, creata da Charlie Brooker, è diventata rapidamente sinonimo di narrazione distopica. Lo show antologico, giunto alla settima stagione, si focalizza di volta in volta sui disturbanti effetti delle nuove tecnologie e le conseguenze etiche e psicologiche della loro interazione con la quotidianità dell’essere umano. Certo, queste sono tematiche classiche della fantascienza, dunque esistono molti film e serie TV che si concentrano su questi argomenti. Tuttavia, Black Mirror si è distinta nel panorama generale per alcune qualità difficilissime da replicare.

Uno dei prodotti che più gli si sono avvicinati, però, è sicuramente il k-drama SF8, che infatti è stato definito da molti «la Black Mirror coreana». Anche in questo caso siamo davanti a una collezione antologica di episodi ambientati in un mondo futuristico dove gli esseri umani sognano di costruire la società ideale, e hanno a che fare con tecnologie come intelligenza artificiale, realtà virtuale, realtà aumentata e robot.

Il format e le tematiche sono sicuramente ispirate a quelli della serie di Charlie Brooker, ma ci sono anche importanti differenze tra i due show. La principale è che SF8 è stata realizzata da diversi registi, piuttosto che da un unico supervisore, e questo garantisce una certa varietà negli stili di narrazione e nei punti di vista. Per lo stesso motivo, vengono presentati diversi personaggi complessi, ognuno con la propria reazione nei confronti della realtà distopica: da chi accetta passivamente ciò che accade all’umanità a chi invece si pone delle domande, mettendo in luce gli effetti devastanti delle tecnologie.

SF8 è sicuramente un k-drama originale e dalle tematiche profonde, tuttavia purtroppo non ha avuto lo stesso successo di Black Mirror. Oltre a essere stata prodotta durante il periodo del Covid, cosa che probabilmente ne ha penalizzato la distribuzione, la serie si è fermata alla prima stagione. In effetti, in Corea del Sud difficilmente i drama ottengono dei sequel: anche SF8, infatti, racconta una storia coesa e autoconclusiva. Purtroppo, però, il fatto che non abbia mai avuto una seconda stagione ha tarpato le ali alla diffusione internazionale di questo prodotto, che è sempre rimasto nell’ombra del “cugino” britannico.

Fonte: Screen Rant

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