«Lady Gaga mi ha detto di no»: Zerocalcare racconta i retroscena di Due Spicci al Best Movie Day
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«Lady Gaga mi ha detto di no»: Zerocalcare racconta i retroscena di Due Spicci al Best Movie Day

Al Best Movie Day, Zerocalcare ha raccontato il retroscena musicale legato a una canzone della celebre popstar e ha parlato del lato più intimo e vulnerabile della sua nuova serie Due Spicci

«Lady Gaga mi ha detto di no»: Zerocalcare racconta i retroscena di Due Spicci al Best Movie Day

Al Best Movie Day, Zerocalcare ha raccontato il retroscena musicale legato a una canzone della celebre popstar e ha parlato del lato più intimo e vulnerabile della sua nuova serie Due Spicci

Collage Zerocalcare Lady Gaga

Tra i momenti più divertenti del talk con Zerocalcare al Best Movie Day c’è stato anche un curioso retroscena legato alla colonna sonora di Due Spicci, la sua nuova serie Netflix. Parlando dei brani utilizzati nello show, l’autore romano ha infatti rivelato che inizialmente aveva preso in considerazione anche The Edge of Glory di Lady Gaga, salvo poi rinunciare all’idea.

L’incontro si è tenuto sabato 30 maggio al Multisala Gloria Notorious Cinemas nell’ambito del Best Movie Day, l’evento organizzato da Best Movie che ogni anno riunisce protagonisti del cinema, delle serie tv, del fumetto e della cultura pop. Zerocalcare ha aperto il programma della manifestazione con un talk dedicato proprio a Due Spicci, seguito da un meet & greet con il pubblico.

Durante una chiacchierata dedicata anche alla scelta delle canzoni presenti nella serie, l’autore si è prestato a un gioco sui costi dei diritti musicali. Parlando di Torn di Natalia Imbruglia, ha scherzato sul fatto che una cover possa risultare persino più costosa dell’originale. Poi ha rivelato che il vero “pezzo grosso” che avrebbe voluto utilizzare era proprio un brano di Lady Gaga.

«Io gli ho chiesto solo Torn. In verità volevo un pezzo di Lady Gaga», ha raccontato ridendo, per poi aggiungere: «Lady Gaga non ce l’ha fatta». Il riferimento, come spiegato durante l’incontro, era a The Edge of Glory, uno dei brani che l’autore aveva preso in considerazione per la serie.

Ma il panel non si è limitato ai retroscena musicali. Zerocalcare ha parlato a lungo anche del rapporto con le critiche, spiegando di viverle oggi in modo diverso rispetto agli inizi. Se in passato le recensioni potevano pesare di più, oggi il fumettista sembra affrontarle con maggiore distacco, anche perché il resto della vita si è fatto più complicato.

«Sono così stressato da tutto il resto che confronto questo», ha spiegato, sottolineando come alcune osservazioni, anche dure, gli siano comunque sembrate utili. Non tutte le critiche, infatti, gli sono sembrate infondate: alcune hanno intercettato aspetti che lui stesso percepiva nella serie, soprattutto in relazione a passaggi nati in un momento personale difficile.

Uno dei temi più discussi durante l’incontro è stato proprio il carattere particolarmente intimo di Due Spicci. Zerocalcare ha ammesso che alcune scene lo hanno fatto sentire più esposto del solito, soprattutto quelle legate alla famiglia, alla fatica emotiva e al rapporto con la madre.

«Mi facevano sentire un po’ vulnerabile», ha confessato, ricordando come inizialmente temesse che il pubblico potesse reagire chiedendogli: «Ma chi ca**o ti ha chiesto niente? Perché mi stai raccontando come stai?». Alla fine, però, proprio quei momenti sono diventati alcuni dei più apprezzati dagli spettatori, confermando quanto la parte più scoperta e fragile del racconto sia riuscita ad arrivare al pubblico.

Particolarmente significativo è stato anche il passaggio dedicato al rapporto con la madre, uno dei temi che più hanno colpito gli spettatori della serie. Parlando di una scena molto emotiva, Zerocalcare ha spiegato come alla base ci sia una paura che sente profondamente sua: quella che una madre possa accorgersi della sofferenza del proprio figlio.

«Non vorrei mai che mia madre sapesse che sto male», ha raccontato durante il confronto con il pubblico, spiegando che quel sentimento nasce dal desiderio di proteggerla e di non farle portare un peso ulteriore. Una confessione che ha contribuito a rendere ancora più evidente il tono personale e vulnerabile di Due Spicci.

Durante il talk si è parlato anche della presenza dei cani nella serie. Zerocalcare ha spiegato che la scrittura era precedente all’arrivo del suo cane Ziggy nella vita reale, ma ha ammesso che quell’immaginario probabilmente rifletteva un desiderio già presente. «Ormai non riesco più a fare un passo senza il cane», ha scherzato, raccontando quanto oggi la sua quotidianità sia organizzata anche intorno a questa presenza.

L’autore ha raccontato di aver inizialmente pensato che avere un cane fosse incompatibile con il suo stile di vita. A un certo punto, però, ha deciso di ribaltare il ragionamento: invece di rinunciare al cane, ha scelto di rendere la propria vita compatibile con lui, imparando a dire di no a molti impegni e a riorganizzare completamente le sue giornate.

Zerocalcare ha inoltre chiarito il rapporto tra realtà e finzione all’interno della serie, spiegando che gran parte delle situazioni raccontate derivano da esperienze realmente vissute da lui o da persone a lui vicine. «Ognuna delle situazioni di questa serie è effettivamente successa a me o intorno a me», ha raccontato, precisando però che gli eventi sono stati condensati, riorganizzati e compressi dentro una struttura narrativa compatta.

Non si tratta quindi di un racconto autobiografico lineare, ma di un lavoro in cui esperienze personali, ricordi, episodi reali e invenzione si sovrappongono. Alcune cose, ha spiegato, sono accadute davvero, ma non nello stesso momento, non alle stesse persone e non con quella concentrazione drammatica. La serie, insomma, parte dalla realtà ma la trasforma in racconto.

Un altro passaggio interessante ha riguardato il modo in cui Zerocalcare scrive i personaggi moralmente ambigui. L’autore ha spiegato di non amare i “cattivi puri” e di preferire figure attraversate da contraddizioni, perché nella vita reale il confine tra giusto e sbagliato è spesso meno netto di quanto sembri.

«Io difficilmente scrivo dei cattivi puri», ha detto. E per spiegare il suo punto di vista ha aggiunto: «Ho conosciuto spacciatori che facevano volontariato e che erano le persone più generose che ho conosciuto nella vita». Il suo obiettivo, ha chiarito, non è assolvere o condannare, ma raccontare le persone per come le ha conosciute, mostrando le azioni e le loro conseguenze senza ridurle a una categoria morale troppo semplice.

Tra i passaggi più personali c’è stato anche quello sul denaro. Zerocalcare ha spiegato che il successo ha cambiato il suo rapporto con i soldi soprattutto perché oggi gli permette di stare più tranquillo. «Non ho il problema di dover decidere se pago le bollette e allora non posso fare l’abbonamento a HBO», ha raccontato. Allo stesso tempo, ha spiegato di mantenere uno stile di vita molto sobrio: «Io vedo una cifra a casa, contante, ed è quella con cui devo campare tutto quel mese».

Una scelta che gli consente di non perdere il controllo delle spese e, allo stesso tempo, di aiutare le persone vicine quando ne hanno bisogno. «Il resto io me lo tengo per i dottori e per gli avvocati», ha aggiunto con la sua consueta ironia.

L’incontro ha avuto anche momenti più malinconici. Alla domanda su cosa significhi oggi essere felice, Zerocalcare ha risposto in modo diretto: «Non sono una persona felice in questo momento della mia vita». E quando gli è stato chiesto quale desiderio vorrebbe vedere realizzato, la risposta è stata altrettanto semplice: «La famiglia».

Poi ha aggiunto di voler soprattutto «andare senza rotture di ca**o», spiegando che per lui significherebbe potersi liberare almeno per un po’ dal peso continuo di film, serie, incontri, presentazioni, prime copie e responsabilità pubbliche. Una risposta che, tra battuta e confessione, restituisce bene il momento che l’autore sta attraversando: una fase di grande esposizione, ma anche di stanchezza e bisogno di protezione.

Tra ironia, retroscena e confessioni, il talk al Best Movie Day ha confermato ancora una volta la forza del linguaggio di Zerocalcare: capace di passare in pochi secondi da Lady Gaga ai diritti musicali, dai cani alla famiglia, dai soldi alla vulnerabilità, senza perdere quella sincerità ruvida che è diventata il cuore del suo racconto. Anche quando il punto di partenza è una canzone rimasta fuori dalla serie.

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