Sarebbe divertente se gli astronauti di ritorno dalla loro ultima missione venissero accolti da gente vestita da scimmie»: questa battuta, che circolava alla NASA poco prima che lo Space Shuttle andasse in pensione, dà l’idea di quanto Il pianeta delle scimmie, storico film datato 1968, sia ancora una delle pellicole sci-fi più amate e influenti. Ecco perché L’alba del pianeta delle scimmie, prequel-reboot firmato Rupert Wyatt (Prison Escape), è uno degli eventi dell’anno per gli amanti della fantascienza, accolto con un misto di preoccupazione e speranza. Preoccupazione perché la storia insegna che sequel e remake del film di Franklin Schaffner non sono mai all’altezza delle aspettative: si guardi la deludente versione di Tim Burton del 2001 per credere. Oltretutto, questo L’alba del pianeta delle scimmie dovrebbe, nelle parole di Wyatt, «conquistare la gente con una origin story, per dare inizio a una nuova saga»; e si sa che il rapporto del pubblico con i sequel si sta deteriorando sempre di più. Ma, soprattutto quando le prime immagini e notizie sul film hanno cominciato a circolare, l’inquietudine ha lasciato decisa mente spazio alla speranza. L’alba del pianeta delle scimmie si regge su una sceneggiatura originale e parecchio interessante, che «fa parte della mitologia della saga ma non precede né segue direttamente nessun film precedente». Girato tra Canada e California, racconta la storia di Will Rodman (James Franco), medico in cerca di una cura per l’Alzheimer; nello sperimentare diversi farmaci sulle sue scimmie, Will scopre che la medicina non solo ha effetti terapeutici, ma è in grado di modificare la struttura del cervello degli animali. Caesar (il “solito” Andy Serkis in motion capture) è la prima scimmia a subire il trattamento e a sviluppare un’intelligenza umana; al punto da fuggire dal laboratorio, distribuire la cura ai suoi simili e trasformare l’evoluzione in rivoluzione. Rispetto agli originali, che mostravano un pianeta già soggiogato dai primati nostri “cugini”, L’alba del pianeta delle scimmie concentra l’attenzione sul conflitto tra le due specie. Molta azione, quindi, resa trascinante da effetti speciali sbalorditivi; ma anche una profondità di tematiche degne della fantascienza “seria”, dal dilemma etico sulla sperimentazione medica allo scontro dell’uomo con un’intelligenza sua pari. La credibilità del conflitto è aiutata da una motion capture ai limiti dell’incredibile, che riesce a donare alle scimmie un’espressività tipicamente umana (tanto che guardandole è impossibile non provare anche un po’ di disagio…). Se aggiungete a tutto ciò un cast di giovani-e-belli (oltre a Franco troviamo la Freida Pinto di The Millionaire e Tom “Draco Malfoy” Felton), capirete perché L’alba del pianeta delle scimmie potrebbe essere un blockbuster sci-fi che soddisferà tutti, sia il pubblico “casuale” sia gli appassionati.

Regia: Rupert Wyatt
Interpreti: James Franco, Freida Pinto, Andy Serkis, Tom Felton
Trama: Mentre ricerca una cura per l’Alzheimer, lo scienziato Will Rodman sviluppa un farmaco che dona alle scimmie un’intelligenza umana. E sarà guerra…
Genere: sci-fi
Durata: n.d.

Da vedere perché: per scoprire la “nuova alba” di una delle serie sci-fi più amate di sempre.

Nelle sale dal 23 settembre 2011

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La scheda è pubblicata su Best Movie di settembre a pag. 98

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