Sicuramente questo secondo capitolo avrà toni più dark di Un viaggio inaspettato, ci sarà meno spazio per le risate e la comicità dei Nani; i ridenti paesaggi della Contea lasceranno il posto alle lande desolate che fanno da cornice alla Montagna Solitaria. La fotografia stessa si riporta sui binari de La compagnia dell’anello o di Le due torri, privilegiando colori scuri e freddi al posto di quelli accesi, caldi e brillanti che caratterizzavano il primo film.

Dal punto di vista narrativo il cambio di tono si rifletterà sui rapporti tra i personaggi; se in Un viaggio inaspettato a prevalere erano i sentimenti di cameratismo e amicizia, ora, complice anche il risvegliarsi del Male, il dubbio, il sospetto, l’egoismo, iniziano a serpeggiare tra i protagonisti. Thorin, così come suo nonno prima di lui, avvicinandosi al tesoro custodito dal drago Smaug inizia a provare verso di esso una bramosia tale da anteporre la sua missione a tutto, perfino alla vita dei suoi compagni; basteranno le parole del saggio Balin a far tornare il fiero nano alla ragione?

Bilbo inoltre comincerà ad avvertire l’influenza maligna dell’Anello; in un’inquadratura del trailer infatti lo hobbit appare oltremodo sconvolto per aver momentaneamente smarrito il magico ornamento.

Gli sceneggiatori hanno infatti deciso di rendere più evidenti le conseguenze della malvagità dell’Unico sull’animo del portatore, man mano che egli prosegue il suo viaggio. Questo elemento non è presente nel romanzo poiché esso fu scritto diversi anni prima della trilogia; Tolkien quindi non aveva ancora stabilito una connessione tra l’Anello e Sauron. All’epoca dei fatti narrati in Lo Hobbit quindi, l’Anello non è altro che un cerchietto d’oro capace di rendere invisibile colui che lo indossa.
La scelta di Peter Jackson appare quindi giustificata dal proposito del regista di legare il più possibile i suoi tre nuovi film a Il signore degli anelli. Il fan più attento si aspetterà quindi che all’accrescersi del potere dell’Anello corrisponderà anche un progressivo cambiamento nell’aspetto visivo del “mondo crepuscolare” in cui cade colui che lo indossa. Nella trilogia infatti, quando Frodo mette al dito l’Anello si ritrova in un mondo di ombre minacciose, dove l’unica luce è il fiammeggiante Occhio dell’Oscuro Signore; in Un viaggio inaspettato invece, quando Bilbo indossa l’Anello gli effetti visivi sono meno marcati, l’ambiente intorno a sé diventa etereo, segno che il potere del Male è ancora debole. Staremo a vedere se tali aspettative troveranno un riscontro effettivo nel film.

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