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Tecnicamente si chiamano “slasher”: sono una sottocategoria del genere “horror”. Nati storicamente nel 1978 (il capostipite indiscusso è considerato il cult movie Halloween – La notte delle streghe, di John Carpenter) gli slasher sono film in cui il protagonista indiscusso è un maniaco omicida (spesso mascherato) che dà la caccia a un gruppo di persone (spesso teenager) in uno spazio più o meno delimitato, utilizzando in genere armi da taglio per ucciderli in modo cruento. Tra gli esempi più famosi non si possono non citare i vari capitoli della saga di Venerdì 13, di Nightmare, di Scream o dei vari Non aprite Quella Porta (anche se il migliore, a nostro giudizio, resta quello di Tobe Hooper).

Poteva il mondo dei giochi da tavolo lasciarsi sfuggire un riferimento culturale così potente e suggestivo? In realtà no: esistono tantissimi boardgame horror, anche molto vecchi, che a “Leatherface”, a Jason, a Freddy Kruger e compagnia, più o meno ufficialmente si ispirano. Oggi però ci piace parlare di un prodotto squisitamente italiano da pochissimo giunto sugli scaffali: Last Friday. Realizzato dal duo Antonio Ferrara e Sebastiano Fiorillo, Last Friday è un boardgame asimmetrico (in cui, cioè si contrappongono due diverse fazioni, che seguono regole e obiettivi diversi) con un meccanismo di gioco sulla falsariga del celebre Scotland Yard di Ravensburger (o, per gli appassionati, di “Fury of Dracula”, “Letters from Whitechapel”, ecc…): un giocatore (il killer) si muove segretamente, invisibile ai giocatori, sulla plancia di gioco; gli altri giocatori (i buoni), rappresentati da un gruppo di teenager, si muove invece in maniera palese, cercando a volte di sfuggirgli, a volte di catturarlo.

Suona strano eh? Ma facciamo un passo indietro: l’anno è il 1980, in un campeggio sul Lago Apache, un gruppo di ragazzi cerca di ridare vita ad una vecchia struttura abbandonata a causa di svariate disgrazie che si sono succedute nel corso degli anni e che hanno alimentato leggende di vario genere. Peccato che, come sempre accade in questi casi, lo psicopatico responsabile delle vicende sanguinarie di cui sopra non sia mai morto e continui ad aggirarsi, indisturbato, tra i bungalow e le tende di Camp Apache.

E qui sta la novità: in tutti i giochi di questo genere, il giocatore solitario svolge il ruolo della preda, in Scotland Yard è un criminale in fuga dalla polizia, in Fury of Dracula è il Conte che scappa da Van Helsing e compagni, in Whitechapel è Jack Lo Squartatore che sfugge alle maglie dei “bobby” londinesi. Ma questa volta è diverso: il killer è un cacciatore che cerca di uccidere il maggior numero di campeggiatori… prima di darsela a gambe! Il gioco, infatti, è diviso in quattro fasi successive, o “capitoli”: nel primo il killer è un cacciatore; nel secondo i compagni superstiti, in cerca di vendetta, gli danno una caccia senza tregua; nel terzo il maniaco, ritornato dall’aldilà sotto forma di fantasma in cerca di vendetta, è ancora un cacciatore, salvo ritornare ad essere preda nel quarto, ultimo capitolo in cui i campeggiatori, improvvisatisi “acchiappafantasmi”, cercheranno di rispedirlo tra i suoi pari. Un meccanismo originale e divertente, anche se un po’ lungo (ogni capitolo, dura, in media, almeno una mezz’oretta), ma che non mancherà di appassionare i fan del genere. Lo raccomandiamo senza riserve per una serata da brividi davanti al caminetto. Dopotutto, l’Inverno sta arrivando…

Di seguito, scheda tecnica, trailer e immagini del boardgame:

Scheda tecnica:

AUTORI: Antonio Ferrara, Sebastiano Fiorillo
EDITORE: Pendragon Game Studio
GENERE: Horror
NUMERO GIOCATORI: 2-6
ETÀ: 14+
DURATA MEDIA: 60’
PREZZO CONSIGLIATO: 41,99€

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