Sono i film di successo che rendono indimenticabili certi brani, o sono quegli stessi brani, con la loro melodia che ti entra in testa e non se ne va più, a contribuire al successo planetario di alcuni film? Ovvero, per entrare nello specifico: Titanic avrebbe avuto lo stesso clamoroso riscontro, e la scena sulla prua della nave la stessa eco, senza le struggenti note di “My Heart Will Go On” cantate da Celine Dion? E ricorderemmo con la stessa nostalgia quel polpettone action di Armageddon, se non fosse per la voce sfatta da alcool e droghe di Steven Tyler che ripete «…and I don’t wanna miss a thing»? Senza considerare che quando si parla di Bond, è impossibile non parlare anche delle leggendarie title track che accompagnano gli altrettanto leggendari titoli di testa.
Attenzione: non stiamo parlando di colonne sonore in generale, ma di quella particolare sottospecie delle stesse che punta su canzoni originali, quelle cioè ispirate dai film stessi. L’ultima in ordine di tempo ad averci conquistato proviene dalla nuova commedia dei fratelli Coen, A proposito di Davis, ambientata nel Greenwich Village negli anni ’60. E in particolare tra marciapiedi e piccoli locali fumosi della Grande Mela, dove immaginari “fratelli di vocazione” di Bob Dylan suonano fenomenali ballate folk tra una sigaretta e l’altra, in cerca di fortuna. Produce T Bone Burnett insieme a Marcus Mumford (dei Mumford & Sons…), cantano la rivelazione Oscar Isaacs e Justin Timberlake.
Inizia allora qui un viaggio tra dieci soundtrack e dieci singoli indimenticabili della storia del cinema, almeno per noi. Voi, invece, su Bestmovie.it ci avete raccontato quali sono le colonne sonore originali della vostra vita, e nella rubrica “Secondo voi” trovate pubblicate quelle che ci sono piaciute di più.
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