«Noi generici precari dello spettacolo siamo il popolo degli anonimi», con queste parole inizia un comunicato diffuso dall’Agi (associazione generici dello spettacolo) e firmato dal presidente Angelo Ciaiola. «Mentre diminuisce il lavoro, viene quotidianamente cancellato un diritto acquisito, viene ridotta la paga, e noi ci riduciamo alla mercè di ogni abuso e di ogni sopruso e accettiamo paghe al limite della sussistenza. Per noi precari a vita è sempre più difficile la soddisfazione di esigenze primarie, con i diritti, le tutele e le paghe demolite. Noi veniamo pagati in ritardo, lavoriamo in condizioni igienico sanitarie insufficienti. I lavoratori minori spesso lavorano fuori da ogni logica dei loro diritti e spesso non viene riconosciuto l’accompagnamento di un tutore. Le istituzioni devono intervenire. Devono creare un polo dell’audiovisivo, alternativo o integrativo all’Ufficio di Collocamento dello Spettacolo».

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