«Le corna? Per una coppia c'è di peggio»: ecco Maldamore, nuova commedia con Luca Zingaretti e Ambra Angiolini
whatsapp

«Le corna? Per una coppia c’è di peggio»: ecco Maldamore, nuova commedia con Luca Zingaretti e Ambra Angiolini

Diretta da Angelo Longoni, la pellicola è stata presentata a Roma in conferenza stampa. Nel cast anche Luisa Ranieri, Alessio Boni e Maria Grazia Cucinotta

«Le corna? Per una coppia c’è di peggio»: ecco Maldamore, nuova commedia con Luca Zingaretti e Ambra Angiolini

Diretta da Angelo Longoni, la pellicola è stata presentata a Roma in conferenza stampa. Nel cast anche Luisa Ranieri, Alessio Boni e Maria Grazia Cucinotta

All’anteprima stampa del nuovo film di Angelo Longoni, Maldamore, ci viene consegnato un decalogo singolare, che introduce un po’ allo spirito del film (in arrivo nelle sale il 13 marzo). Tanto per citare alcune voci «le pene d’amore viste dall’esterno ci rendono ridicoli» oppure, come riporta la numero 8, «i rapporti migliori sono quelli in cui ci si desidera tanto perché ci si vede poco». Ma quella che più inquadra l’anima del film è sicuramente la numero 4: «Il tradimento è l’unica malattia che fa soffrire solo se conosci la diagnosi. Se non la conosci è asintomatico».

Perché parla (anche) di questo Maldamore. Di tradimenti.

Trento. Due coppie: Ambra Angiolini e Luca Zingaretti, genitori di una bimba di sei anni, lui traditore seriale lei giovane con le crisi di mezza età, e il fratello di Ambra, Alessio Boni, musicista un po’ altezzoso sposato con Luisa Ranieri, bancaria. Di questi quattro solo il personaggio interpretato dall’Angiolini non ha mai tradito il partner.

Una commedia con uno sguardo disinibito al problema in questione, che analizza il contesto italiano in maniera obiettiva, quasi distaccata e disillusa e delle volte perfino cinica e calcolata (bisogna lasciarsi sempre almeno un 2% di libertà dalla coppia). Ma si sa, è sempre molto facile parlare per astratto di cose che non ci riguardano direttamente.

Gli interpreti e il regista ci hanno raccontato proprio di questo.

La frase finale del film cita Platone: “Un giuramento d’amore non ha valore” che significato ha per lei?
Angelo Longoni: «Non c’è bisogno di essere laureati in filosofia per conoscere Platone, lui è un po’ un manuale dei sentimenti che regolano la vita affettiva di tutti. La frase finale si riferisce al fatto che la maggior parte delle persone fa un giuramento quando si trova in uno stato emotivo e affettivo che di per se non da valore al giuramento stesso, o per lo meno alla parte del “per sempre”, perché le cose cambiano, anche la vita affettiva delle coppie stabili cambia».

Per questo Platone scriveva che perfino gli dei sanno che un giuramento d’amore non ha valore.
Mariagrazia Cucinotta: «Come produttrice del film, oltre ad interpretare un piccolo cameo, ho confidato nella credibilità anche cruda nel narrare quello che abbiamo vissuto, anche se spero di no, o potremmo vivere. Per capire questo serviva un film che ci facesse rispecchiare nelle nostre colpe».

Alla fine il tradimento è necessario nel matrimonio?
Alessio Boni: «Ci sono delle sfumature, ma è difficile capirlo. In un’intervista avevo dichiarato: “il matrimonio? Mai nella vita!”. Ma non è esattamente così. Io non credo nella contrattualizzazione dell’amore. Se fossi molto credente lo farei, ma se devo passare per un contratto dico di no. Stimo molto il matrimonio se fatto in un certo modo, e non penso ci sia bisogno di tradirsi per farlo andare avanti».
Luisa Ranieri: «No non credo che i rapporti debbano per forza passare per un tradimento ma bisogna reinventarsi in un rapporto, perché è difficile mantenerlo dopo tanti anni. Mi piace molto la chiave del perdono nel film, non concedersi totalmente annullandosi ma lasciandosi una piccola quota di libertà di pensiero, (solo di pensiero, aggiunge Zingaretti, marito dell’attrice. nda) lasciarsi una libertà di respiro che non ti fa tradire».
Ambra Angiolini: «Il mio personaggio ha perso di vista se stessa e il matrimonio, l’atteggiamento è divertente e si ritrova a vivere l’adolescenza e dà retta al primo che passa, ritrovandosi anche ad essere goffa così come gli adolescenti. Le coppie vivono una vita molto quotidiana: io vedo un sacco di gente che fa così anche nella realtà. Il tradimento è quasi ammesso e concesso, è assurdo non considerarlo una possibilità. Insomma qua non si nascondono gli amanti, non è come negli anni ‘50, li abbiamo liberati dagli armadi e dalle lavatrici, e li incontri per strada. Per certi versi questo è un film rivoluzionario!».
Luca Zingaretti: «Non credo che le corna siano la peggior cosa in un rapporto. Il problema del mondo attuale e più la mancata comunicazione nella coppia. Questo ovviamente non legittima il tradimento. Il film parla di questo persone che non hanno il controllo della propria esistenza, parlando con comicità anche di questo aspetto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA