Guillermo del Toro, l’amato regista messicano, si è esposto per difendere a spada tratta Bardo, la cronaca falsa di alcune verità, l’ultimo film del regista suo connazionale Alejandro González Iñárritu.
Fin dal suo esordio il film è stato accolto con reazioni decisamente contrastanti emergendo come una delle opere più divisive dell’ultima stagione cinematografica. Nonostante buona parte della critica lo abbia quindi definito come un pretenzioso esercizio di stile, Bardo trova uno dei suoi più strenui sostenitori in Guillermo del Toro.
Nel corso di un incontro Q&A tenuto in questi giorni all’Academy Museum di Los Angeles, il regista ha espresso il suo pensiero sul film scagliandosi inoltre contro coloro che giudicano negativamente la complessità di un film tacciandola di pretenziosità:
«Il film è innegabilmente una delle cose più potenti che abbia visto in termini di cinema, cinema puro. A chiunque sia confuso sulla trama e di cosa tratti, rivolgo le mie condoglianze. Il fatto è che il film si intitola appunto ‘Bardo’, che significa limbo, e inizia con un ragazzo che cerca di volare ma che viene appesantito dal suo percorso, e finisce con lui che finalmente riesce a volare, e loro non lo capiscono? Io ne sono stupito».
Del Toro ha poi continuato:
«Ciò che trovo molto difficile da spiegare è come uno degli aspetti meno discussi di questo film sia il cinema di esso, e lo trovo assolutamente sbalorditivo. Osservando un Van Gogh e chiedendo un parere, capita di sentirsi rispondere, ‘Beh, si tratta di alcuni fiori in un vaso.’ I fiori sono OK, il vaso è bello, ma nessuno parla di pennellate, i colori, lo spessore della vernice, la tavolozza dei colori. È sorprendente per me. Tutti qui hanno fatto un lavoro incredibile con questo film. Ogni singolo scatto è allo stato dell’arte, e sono la cosa più difficile da realizzare, nel cinema».
Bardo è stato presentato nel corso dell’ultimo Festival di Venezia ed ora è approdato sui grandi schermi del nostro paese con un nuovo montaggio, il quale prevede un taglio di circa 22 minuti rispetto a quello mostrato in concorso alla Biennale. A seguire qui sotto potete leggere la sinossi del film:
Silverio Gama, giornalista e documentarista messicano, si è perso nel mezzo del cammino, da qualche parte tra il paese natio e quello di adozione. Eternamente diviso tra Messico e Stati Uniti, dove ha fatto crescere i suoi figli, Silverio Gama è il primo periodista latino-americano a vincere un prestigioso premio internazionale. Nel tempo che lo separa dalla premiazione ufficiale a Los Angeles, passa in rassegna la sua vita, quella professionale e quella personale, segnata dalla morte di Mateo, il figlio che ha vissuto una manciata di ore prima di decidere che il mondo era un brutto posto. Tra presente e passato cerca un senso e trova il capolinea.
Bardo, la cronaca falsa di alcune verità è arrivato al cinema il 16 novembre in distribuzione limitata grazie a Lucky Red, e dal 16 dicembre sarà disponibile su Netflix.
Foto: Netflix
Fonte: IndieWire
© RIPRODUZIONE RISERVATA