Le streghe di Salem, una preview del nuovo film di Rob Zombie
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Le streghe di Salem, una preview del nuovo film di Rob Zombie

E tutti gli altri horror in arrivo da Carrie a La casa passando per Non aprite quella porta 3D

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L’intero speciale è pubblicato su Best Movie di febbraio

«Il sentimento più forte e antico dell’animo umano è la paura» scriveva H.P. Lovecraft, padre dell’orrore moderno. O anche: la paura è il sentimento più forte e antico dell’animo cinefilo; fin da quando i fratelli Lumière fecero fuggire da una sala decine di spettatori terrorizzati da quel treno che sembrava uscire dallo schermo, urla e brividi sono compagni fedeli degli amanti del cinema. Più che antico, l’horror è un genere senza tempo, di quelli che non tramontano mai; al massimo mutano, si aggiornano, si trasfigurano per inquietarci meglio.

Eppure, sempre più spesso si sentono voci (deboli, distanti come fantasmi) che ne proclamano la morte. «Non c’è niente di nuovo sotto la luna piena» dicono, magari dopo aver visto, appena un anno fa, il meta-horror definitivo Quella casa nel bosco. «Sono solo remake, reboot, sequel. Sempre le stesse storie». Bugia. Dettata, forse, da angosce e timori: come quello di andare al cinema convinti di annoiarsi e trovarsi invece di fronte a nuovi mostri, nuovi spettri, o vecchi incubi riportati in vita e tirati a lucido. Streghe, demoni, alberi carnivori e bambine possedute dal demonio: il 2013 sarà quindi l’anno della rinascita dell’horror? Forse sì, ma noi preferiamo pensare che la paura non ci abbia mai abbandonato davvero, che sia sempre stata con noi, nascosta sotto il letto o in un angolo buio. E silenziosamente aspetta…

RITORNO A SALEM

Non c’è modo migliore per benedire (maledire?) il nostro ingresso nel 2013 di un film firmato da un uomo che ha legalmente modificato all’anagrafe il suo cognome da Cummings a Zombie. Di nome fa Rob ed è uno dei segreti meglio custoditi dell’horror. Un tempo musicista metal, da sempre appassionato di cinema di genere e occultismo, Zombie ha esordito sul grande schermo dieci anni fa (vedi box a destra), con la doppietta La casa dei 1000 corpi/La casa del diavolo; dopo una pausa interrotta dai due controversi remake dell’Halloween di John Carpenter, aprile segnerà il suo ritorno in sala con Le streghe di Salem. «È Shining se fosse stato diretto da Ken Russell»: così, con la modestia che lo contraddistingue e dimostrando un’immensa cultura cinefila (Russell, recentemente scomparso, è il regista di cult come I diavoli), Zombie ha presentato il film; e ci sono buone ragioni per credergli. Il regista americano flirta da sempre con il demonio, e quale luogo migliore per ambientare una storia di bestie uscite dall’inferno se non Salem, città passata alla storia per il più colossale processo per stregoneria della storia? Era il 1692 quando diciannove ragazze furono impiccate per atti a sfondo satanico. È il 2013 quando Heidi (Sheri Moon, la moglie di Rob), DJ proprio a Salem, riceve una scatola di legno contenente un vinile. Quello che succede una volta acceso il giradischi è prevedibile: il disco gira al contrario e riproduce messaggi satanici; è solo l’inizio del piano di conquista del mondo delle streghe del titolo, che culminerà in un concerto rock tramutato in orgia di sangue. Il film, che tra i protagonisti vede una serie di scream queen degli anni d’oro dell’horror come Dee Wallace (Le colline hanno gli occhi) e Barbara Crampton (Re-Animator), promette di essere un trionfo visionario, con puntate nella psichedelia anni Settanta; merito della libertà lasciata a Zombie: una mossa saggia del produttore Oren Peli, inventore di Paranormal Activity, che potrebbe consacrare Rob non solo come grande regista di genere, ma anche come autore a tutto tondo. […]

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