Tra oltre 750 episodi andati in onda in più di trent’anni, individuare il momento più esilarante de I Simpson è un’impresa impossibile. Eppure, per molti fan e addetti ai lavori, c’è un episodio che sintetizza perfettamente la comicità cinica, surreale e affilata che ha reso la serie un cult globale. Si tratta di “L’erede di Burns”, ventiduesimo episodio della quinta stagione, trasmesso per la prima volta nel 1994. Un classico assoluto. Ma anche, forse a sorpresa, uno degli episodi più controversi nella storia della serie.
Dietro una delle gag più celebri della serie – “Figlioli, avete tentato al meglio e avete miseramente fallito” – si nasconde infatti una scena tagliata, animata ma mai andata in onda nella versione originale, che ha diviso profondamente la squadra creativa e creato confusione tra generazioni di spettatori.
La trama di L’erede di Burns è un piccolo capolavoro narrativo che unisce satira sociale, archetipi familiari e slapstick in perfetto stile Simpson. Dopo aver rischiato di annegare nella vasca da bagno per colpa di una spugna lasciata da Smithers, il decrepito Mr. Burns si rende conto che non ha un successore. Decide così di trovare un erede tra i bambini di Springfield, organizzando dei provini.
Bart, inizialmente scartato per colpa di un monologo scritto da Homer pieno di strafalcioni grammaticali, si vendica vandalizzando la villa di Burns. Impressionato dalla sua “malevolenza innata”, Burns decide di adottarlo come erede. Bart si trasferisce nella sua magione e si allontana dalla famiglia, che cerca in ogni modo di riportarlo a casa. Dopo una serie di tentativi tragicomici – tra cui il rapimento involontario di Hans Moleman al posto di Bart – il ragazzo decide di tornare tra le braccia dei suoi veri genitori.
Un episodio che unisce temi profondi (l’identità, l’appartenenza, la corruzione morale) a momenti irresistibili, tra cui l’iconica battuta di Homer sui cani con le api in bocca:
“Sguinzaglierà i cani o le api? O i cani con le api in bocca che quando abbaiano ti sparano le api addosso?”
Eppure, L’erede di Burns è passato alla storia anche per una scena che non è mai andata in onda nella sua versione originale, ma che oggi molti ricordano vividamente: l’apparizione di un Richard Simmons robotico.
Nella prima versione dell’episodio, Burns avrebbe dovuto scatenare contro Homer un automa con le fattezze e l’energia esagitata del celebre guru del fitness anni ’80, programmato per danzare minacciosamente a ritmo di Shake Your Booty. Il Robotic Richard Simmons, con altoparlante incorporato e mosse da aerobica, avrebbe inseguito Homer finché Smithers, esasperato, non gli sparava con un fucile. Il robot, in una gag che cita Terminator 2, si sarebbe riformato e avrebbe continuato a ballare.
Il cameo, però, non è mai arrivato in TV. Non perché Simmons si fosse tirato indietro (inizialmente era entusiasta), ma perché lo staff creativo era spaccato. Secondo il produttore Bill Oakley, alcuni autori ritenevano la parodia troppo scontata e fuori luogo, oltre che debole dal punto di vista comico. Inoltre, i test interni durante i table read non avevano suscitato grandi risate. Alla fine, con l’episodio già in bilico per la durata, la scena venne tagliata.
Col senno di poi, fu un errore. Quando la scena venne mostrata anni dopo in fiere e proiezioni universitarie, il pubblico esplose letteralmente dalle risate. La gag divenne talmente virale che venne infine inserita nello special Il 138esimo episodio spettacolare, accanto ad altri contenuti inediti e parodie autoriflessive.
A quel punto, però, era nata la confusione: molti spettatori cominciarono a ricordare la scena come parte integrante dell’episodio L’erede di Burns, anche se non lo era mai stata. Un classico caso di Mandela Effect, cioè di falso ricordo collettivo. Lo stesso effetto che ha portato alcuni a credere che Looney Tunes si scrivesse Toons o che Pikachu avesse la coda nera. Per molti fan, il Robotic Richard Simmons è un momento canonico dell’episodio. Ma non lo è mai stato.
Ecco perché L’erede di Burns è, a suo modo, il più divertente e il più divisivo episodio della serie. Non solo ha segnato uno degli apici comici dell’era d’oro, ma ha anche messo in discussione i limiti della satira, l’autoreferenzialità della serie e il concetto stesso di memoria televisiva.
Nel corso della sua lunga vita, I Simpson ha collezionato episodi censurati, scene tagliate, momenti cancellati per sensibilità politica. Ma raramente un contenuto scartato ha avuto un tale impatto nella cultura pop da venire ricordato come “reale”. L’erede di Burns non è solo una storia di eredità fittizie, ma anche di quelle emotive e comiche che il pubblico ha scelto di tramandare.
Un’eredità che, ironicamente, nessun montaggio ufficiale avrebbe potuto prevedere.
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Fonte: Collider
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