Fabio perde il lavoro. È disperato: ha due figli piccoli e una moglie da mantenere. I colloqui scarseggiano e per ingannare il tempo torna alla sala da biliardo della sua giovinezza… Riscoprendo una dote innata, che potrebbe rappresentare la chiave di volta per sé e la sua famiglia: il suo talento. Fabio torna a sorridere e a guadagnare qualche euro sfidando uno dopo l’altro i clienti del club. Quando, però, sul suo cammino si affaccia un politico corrotto e cocainomane, per nulla disposto a lasciarsi sconfiggere, la ruota di Fabio girerà in maniera decisamente inaspettata… E quello che era iniziato come un film “sociale” si tingerà di atmofere decisamente pulp. «È un soggetto molto attuale. La crisi ci ha fatto perdere di vista i nostri talenti. Ci affatichiamo ogni giorno a rincorrere lavori alieni e alienanti e quali sono i risultati? Depressione, droga…», ci racconta il regista Andrea Di Bari (classe ’61), autore del corto indie che vi mostriamo oggi, Il talento di Fabio, venuto alla luce quasi per caso… «Avevo questa storia in mente da qualche tempo… Ma l’avevo accantonata… Poi Jessica, la giovanissima segretaria di redazione del mio lavoro precedente, Fratelli (un corto che ha partecipato nel 2008 all’I’ve Seen Film Festival di Rutger Hauer e che ricevuto recensioni molto positive e diversi premi tra manifestazioni italiane e cinematografiche. Per vederlo, clicca qui, ndr), con tutto il suo entusiasmo mi ha chiamato perché voleva produrre questo nuovo corto, di cui aveva letto la sceneggiatura. Mi ha detto: “Per questo progetto metto a disposizione tutti i miei risparmi, perché ci credo”. Come si fa a dire di no a tanto entusiasmo?»  Ne è venuto fuori un cortometraggio da 30 minuti, girato in quattro giorni, con un budget di poco più di 15 mila euro, al quale hanno collaborato una trentina di persone, tra cui, la giovanissima produttrice Jessica Cavallo (insieme alla co-produttrice Claudia Dicasale) e i tre attori principali: Anna Orso (L’anno Mille, Le avventure acquatiche di Steve Zissou); Pietro De Silva (La nave va, Non ti muovere) e il protagonista Clemente Pernarella (L’ultimo innocente, Il dolce rumore della vita e in tv ne I ragazzi del muretto, Centovetrine e Distretto di polizia 8). «Abbiamo lavorato parecchio per arrivare a loro tre perché erano perfetti per la storia», ha raccontato Jessica. Insomma, due persone che hanno seguito il proprio talento, Andrea e Jessica, si sono incontrate per realizzare un’opera che sta già girando i festival con un certo successo: Premio speciale della giuria all’11° Videolab Film Festival e Premio per il Miglior attore a Clemente Pernarella al 1° Bovino Indipendent Short Film Festival. Inoltre, il corto è stato selezionato per il 41° Bolzano ShortFilmFestival e il 242 Short Film Festival 2009, e il 242 Movie Tv l’ha accettato anche nella categoria di corti da distribuire. Il film si può vedere anche on-line sul sito del regista, www.adreadibari.it/. Tuttavia, Jessica e Andrea hanno intrapreso la strada del cinema seguendo percorsi molto diversi e in periodi della loro vita molto distanti. Jessica, 24 anni, ha scoperto fin da subito il suo talento. Si sta per laureare al Dams di Bologna e attualmente sta lavorando Roma nella produzione esecutiva di un lungometraggio per il cinema, le cui riprese termineranno a Natale. L’incontro di Andrea con il cinema è arrivato, invece, in cima a una montagna, in un momento di maggiore consapevolezza e maturità. «Anche se in realtà è una passione che coltivo fin dall’infanzia… sono cresciuto con Sergio Leone. Mio padre adorava i suoi western e io lo accompagnavo. È stato grazie a lui se a 14 anni ero il solo ragazzino di Roma a scapicollarsi con la fidanzatina per raggiungere l’unico cinema dove veniva proiettato Taxi Driver», ha raccontato Andrea, che ha dedicato alla montagna praticamente tutta la sua esistenza, come scalatore e insegnante, gettandosi nel cinema solo negli ultimi anni e sempre grazie alla montagna. «Come si dice: se fai un passo verso Dio, Dio ne fa tre verso di te…», ha sottolineato Andrea, che deve alla passione per l’alpinismo l’aver ritrovato vecchi amici, come il direttore della fotografia Federico Schlatter, che ha lavorato con lui anche a Il talento di Fabio. «Nella mia Trilogia verde (uno dei primi esperimenti di Di Bari, prodotto e incoraggiato dalla sorella Patrizia, diviso in tre capitoli, che potete guardare qui) la montagna è presente in tutta la sua maestosità. Poi con gli altri corti mi sono dedicato a esplorare altri temi. L’opera prima,vera e propria è Riccio. Protagonista del corto è il mio amico Simone Gandolfo, che magari vi ricorderete accanto a Piefrancesco Favino nella fiction su Gino Bartali: lui faceva Coppi. Il film ha avuto un discreto successo e da lì ho iniziato a credere davvero in questa avventura e sempre con Gandolfo ho realizzato Fratelli, il mio primo lavoro su pellicola Super 16 mm (tre malviventi si buttano in una disperata rapina in banca, dai risvolti inattesi… un’opera che sicuramente ha spianato la strada all’ultimo corto di Di Bari, sotto molti punti di vista, ndr. Per vedere Fratelli, cliccate qui). Ne Il talento di Fabio, invece, Schlatter mi ha convinto a sperimentare la Red One, un’innovativa macchina da presa digitale, la stessa usata da Sodebergh per il suo dittico su Che Guevara. Direi che i risultati sono soddisfacenti, no?”, ha concluso Andrea.

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Ecco i protagonisti del film nelle foto di Paolo Corradeghini:


Anna Orso


Pietro De Silva e Clemente Pernarella

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