Tra i grandi ritorni – apocrifi rispetto all’opera di Tolkien – nel prossimo capitolo di Lo Hobbit, La desolazione di Smaug, il pù atteso è probabilmente quello di Legolas, l’Elfo di Bosco Atro figlio di Thranduil che abbiamo imparato a conoscere nel Signore degli anelli, tra soli rossi che sorgono e scudi usati come tavole da surf. Non serve dire che il personaggio sarà ancora interpretato da Orlando Bloom, vero? Perché se possiamo saltare le formalità, quel che vogliamo raccontarvi è che Collider ha pubblicato oggi una lunga intervista all’attore inglese, che parla di com’è stato tornare sul set per il film, delle differenze con Il signore degli anelli e dei cosiddetti “holy shit moments” del nuovo film. L’intervista completa la trovate qui, ma qui sotto potete leggere gli estratti più interessanti (e tradotti in italiano).

Sul ritorno sul set insieme a Peter Jackson

«È stato un momento di gioia incredibile, con anche un po’ di preoccupazione: erano passati dieci anni dal film precedente, sono più vecchio, come può funzionare questa cosa? Ho dovuto provare il mio vecchio costume per vedere se mi stesse ancora. Il problema dell’età l’ho risolto facilmente: gli Elfi sono immortali e praticamente non invecchiano…».

Sulle differenze tra il Legolas di Lo Hobbit e quello del Signore degli anelli

«Ovviamente io sono sempre io, ma qui si scopre anche chi è mio padre e com’è il posto da cui vengo. Mio padre Thranduil, Re degli Elfi del Reame Boscoso, è una persona potente e il suo regno è diverso da quello di Lothlorien e da quello di Granburrone. Non posso citare esattamente le parole di Tolkien, ma il mio popolo è più… militante, ecco. Nel Signore degli anelli fungevo da ponte tra il mio popolo e il resto del mondo, qui mi si vede a casa».

Sugli avanzamenti tecnologici rispetto alla trilogia precedente

«Non sono un grande esperto di tecnologia, ma Peter mi ha spiegato come funzionano i 48fps prima di cominciare le riprese, e per quanto mi abbia un po’ confuso ho comunque intuito che il risultato finale rende l’esperienza cinematografica più piacevole per lo spettatore. Con Il signore degli anelli, gli effetti speciali erano spesso ottenuti non in digitale, ma giocando con le prospettive e le inquadrature. Era molto rudimentale rispetto a quello che facciamo con Lo Hobbit».

Sul suo rapporto con Gimli e i Nani

«Questa volta capirete meglio perché ce l’abbiamo così tanto con i Nani e i nostri popoli sono in guerra».

Sugli “holy shit moments”

«Ce ne sono. Li abbiamo inseriti apposta per far felici i fan. Ne abbiamo girato uno giusto l’altro giorno…».

Infine, per non dimenticare:

http://youtu.be/cWsuzRmqDuw

Fonte: Collider

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