Lo Hobbit, il kolossal tratto dal romanzo di J.R.R. Tolkien che riporterà la Terra di Mezzo sul grande schermo dopo la trilogia del Signore degli Anelli, ha cominciato a mostrarsi: al recente CinemaCon di Las Vegas, infatti, il regista Peter Jackson ha presentato a esercenti e giornalisti alcune scene del suo film. Un piccolo montaggio di dieci minuti, che ha però consentito agli addetti ai lavori di capire che peso abbia la scelta di Jackson di girare il film a 48fps invece che a 24 (standard internazionale dal 1927).

Abbiamo provato a capirlo anche noi in questo approfondimento, che spiega quale sia il significato di “48fps”, che effetti abbia sulla visione di un film e anche che impatto avrà questa rivoluzione sulle sale cinematografiche di tutto il mondo.

«[…] Quest’anno, tra le varie cose mostrate agli esercenti durante la convention, anche dieci minuti di girato di Lo Hobbit. Ci interessa relativamente sapere che scene fossero – se siete curiosi: indovinelli Bilbo/Gollum, Gandalf che fa il mazzo ai cattivi, Gandalf che incontra il mago hippie, i troll –, più importante è sapere che quelle brevi clip sono la prima testimonianza nella storia del cinema EVER di un film girato a 48fps. «Cambierà il modo di vivere il cinema» ha proclamato Wired. «Non m’è piaciuto una ceppa» ha fatto da contraltare Collider. E così via. […]

Potete leggere il resto dell’articolo nel blog di Gabriele Ferrari.

Vi ricordiamo che Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato uscirà nei cinema di tutto il mondo il prossimo 14 dicembre

 

 

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