Lo sapevate? Su Netflix è nascosta la serie crime thriller più avvincente che (forse) non avete ancora visto
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Lo sapevate? Su Netflix è nascosta la serie crime thriller più avvincente che (forse) non avete ancora visto

Sulla piattaforma è disponibile una serie che nel suo genere può vantare quattro stagioni assolutamente perfette

Lo sapevate? Su Netflix è nascosta la serie crime thriller più avvincente che (forse) non avete ancora visto

Sulla piattaforma è disponibile una serie che nel suo genere può vantare quattro stagioni assolutamente perfette

un frame della serie thriller The SInner

Se non potete fare a meno dei crime thriller e pensate di aver ormai visto tutto quello che Netflix ha da offrire, non disperate. Potreste esservi infatti lasciati sfuggire una delle sue serie più solide degli ultimi anni. The Sinner, la cui prima stagione – adattamento dell’omonimo romanzo di Petra Hammesfahr – è arrivata sulla piattaforma quasi un decennio fa e, contro ogni previsione, nel tempo è riuscita a mettere a segno un’impresa tutt’altro che scontata. Ma facciamo un passo indietro.

Nel corso delle sue quattro stagioni antologiche, The Sinner ha saputo rinnovarsi senza rinunciare alla formula che l’ha resa così coinvolgente, riuscendo a mantenere una sorprendente continuità narrativa a fronte di quattro storie indipendenti tra loro. In principio la serie non avrebbe dovuto proseguire così a lungo, dal momento che il progetto originale prevedeva la realizzazione di una miniserie autoconclusiva di otto episodi. Tuttavia, il grande apprezzamento di pubblico e critica ha convinto i produttori a darle carattere antologico. Una scelta che si è poi rivelata vincente, dal momento che ogni nuova stagione è riuscita a proporre un caso diverso senza perdere minimamente qualità.

Uno degli elementi che distingue The Sinner da molte altre serie thriller è il suo peculiare approccio alla continuità narrativa. L’identità del colpevole, infatti, viene spesso rivelata fin dai primi episodi, e il vero enigma diventa non tanto scoprire chi abbia commesso il crimine, ma comprenderne il perché. L’indagine sulle motivazioni, sui traumi e sugli eventi che hanno condotto all’omicidio diventa quindi il vero cuore della serie, dando vita a un racconto psicologico molto più profondo di quanto potessimo immaginare in un primo momento.

A fare da filo conduttore tra tutte le stagioni è il detective Harry Ambrose, interpretato da Bill Pullman. L’investigatore affronta ogni nuovo caso portandosi dietro le proprie fragilità e i propri demoni interiori, dando vita a un percorso personale che si intreccia continuamente con quello dei sospettati. Ogni indagine finisce così per riflettere anche le sue ferite, aggiungendo un forte lato umano a una serie già fortemente incentrata sulla progressione delle indagini.

Pur mantenendo una struttura narrativa molto simile da una stagione all’altra, The Sinner evita la sensazione di déjà-vu grazie a personaggi ottimamente scritti e a conclusioni capaci di lasciare il segno sul piano emotivo. Il merito è anche di un cast di grande livello che, oltre allo stesso Bill Pullman, comprende interpreti come Jessica Biel, Matt Bomer, Elisha Henig e Alice Kremelberg, ciascuno protagonista di una vicenda diversa.

Il paragone con True Detective verrebbe quasi spontaneo, ma The Sinner riesce a distinguersi per una notevole costanza qualitativa. Laddove molte antologie faticano a replicare il successo della loro prima stagione, The Sinner è riuscita a mantenere alta l’attenzione fino alla conclusione del suo percorso, chiudendosi dopo quattro capitoli prima che la formula potesse diventare ripetitiva, il che rappresenta uno dei motivi per cui a distanza di 9  anni merita di essere riscoperta dagli utenti Netflix.

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Foto: MovieStillsDB

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