Locarno Film Festival 2025, il Vision Award va alla costumista Milena Canonero
whatsapp

Locarno Film Festival 2025, il Vision Award va alla costumista Milena Canonero

Vincitrice di quattro premi Oscar, ha realizzato alcuni tra i costumi più visionari della storia del cinema

Locarno Film Festival 2025, il Vision Award va alla costumista Milena Canonero

Vincitrice di quattro premi Oscar, ha realizzato alcuni tra i costumi più visionari della storia del cinema

Milena Canonero

La costumista Milena Canonero sarà omaggiata con il Vision Award 2025 nel corso della 78esima edizione del Locarno Film Festival, che si svolgerà dal 6 al 16 agosto 2025. Il Vision Award, presentato da Ticinomoda, omaggia e valorizza personalità che, con la loro creatività, hanno contribuito a rinnovare l’immaginario cinematografico. 

Ammirata per le sue innovative collaborazioni con Stanley Kubrick, Hugh Hudson, Wes Anderson, Sofia Coppola, Warren Beatty, Alan Parker, Louis Malle e molti altri, Canonero riceverà il premio, presentato da Ticinomoda, la sera di domenica 10 agosto 2025. Nel corso del Festival introdurrà inoltre la sua più recente collaborazione con Francis Ford Coppola: il monumentale Megalopolis (2024).

Fin dal suo debutto in Arancia Meccanica (1971) di Stanley Kubrick, Milena Canonero ha realizzato alcuni tra i costumi più visionari della storia del cinema, dando forma all’immaginario collettivo attraverso tessuti colorati e tagli originalissimi che hanno saputo trasformare ogni personaggio in una presenza indelebile.

Basti pensare agli smoking e gli abiti lunghi dell’età del jazz in Cotton Club (1984) di Francis Ford Coppola, ai merletti aristocratici in Marie Antoinette (2016) di Sofia Coppola, agli elaborati abiti klimtiani di Tilda Swinton in Grand Budapest Hotel (2014), di Wes Anderson, o al look elegante di Catherine Deneuve e di David Bowie nell’horror Miriam si sveglia a mezzanotte (1983), di Tony Scott. O ancora al coloratissimo Dick Tracy (1990) di Warren Beatty, agli indimenticabili costumi di La mia Africa (1986) di Sidney Pollack, ai cowboy dei Fratelli Sisters (2018) di Jacques Audiard, agli abiti iconici di Shining (1980) di Kubrick… Così come alla sua recente reinterpretazione in chiave postmoderna dello stile antico romano in Megalopolis (2024) di Francis Ford Coppola e alla sua sesta collaborazione con Wes Anderson sul set della spy-story La trama fenicia (2025), ambientata negli anni Cinquanta. Per ciascuno di questi titoli, chiunque saprebbe indicare un costume preferito firmato Canonero, a dimostrazione di quanto la sua eredità sia profondamente intrecciata con la storia del cinema.

Grazie ai suoi capolavori, Milena Canonero ha collezionato quattro Oscar ai migliori costumi – con Barry Lyndon (1975) di Stanley Kubrick, Momenti di gloria (1981) di Hugh Hudson, Marie Antoinette di Sofia Coppola e Grand Budapest Hotel di Wes Anderson –, nonché tre BAFTA, tre Guild Awards, l’Orso d’Oro onorario alla Berlinale e numerosi altri riconoscimenti. Oltre al ruolo di costumista, i suoi interessi e il suo talento la vedono nel ruolo di set designer in Inserzione pericolosa (1992) di Barbet Schroeder e nell’Amadeus (1999) di Roman Polanski, andato in scena a teatro. Ha inoltre diretto corti e spot pubblicitari.

Anche in ambito operistico Milena Canonero vanta collaborazioni con, fra gli altri, il Metropolitan di New York, il Teatro dell’opera di Vienna, La Scala e l’Opéra Garnier di Parigi. È stata associate producer di Good Morning Babilonia (1987) dei fratelli Taviani, e ha prodotto due film insieme a Elda Ferri: Un giorno questo dolore ti sarà utile (2011) e Hill of Vision (2022), l’incredibile storia del premio Nobel Mario Capecchi. Ma è la sua tripla collaborazione con Stanley Kubrick ad averla consacrata definitivamente come l’artista che oggi tutti conoscono.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival: «Milena Canonero è un gigante del cinema e dell’arte contemporanea. Come un’artista rinascimentale, ha unito la profonda sapienza dell’artigianato alle possibilità del cinema, spalancando così spazi infiniti per l’immaginazione e l’espressione umana. Il lavoro svolto da Milena Canonero, a partire dai costumi di Arancia meccanica, è diventato parte integrante dell’orizzonte delle possibilità espressive dell’arte costumistica e non solo, rimodellando tutto il pensiero del cinema. L’impatto universale e duraturo della sua arte è la testimonianza di un genio inquieto e gioioso, profondamente italiano, ancorato alle sue tradizioni artistiche, che diventa patrimonio dell’umanità».

Fonte: Locarno
Photo by Pascal Le Segretain/Getty Images

© RIPRODUZIONE RISERVATA