«Devo la mia carriera a questo personaggio, lo amo». Hugh Jackman parla di Wolverine in un’intervista rilasciata a ETonline, in occasione dell’uscita di Logan, film che lo vede per l’ultima volta nei panni del mutante. Oltre a una saga, il film chiude un ciclo che dura dal 2000: comprensibile che l’attore si sia sentito coinvolto anche emotivamente. E non si sia risparmiato.
«Non c’è un’inquadratura, in questo film, in cui non abbia messo l’anima. Non avrei potuto realizzarlo se non avessi preso la decisione che sarebbe stato l’ultimo. Non ho voluto scendere a compromessi, sapevo che con questo avrei chiuso. E ho dato tutto me stesso».
Questa intensità, insieme ai toni cupi del film, ha preoccupato 20th Century Fox durante la produzione, come svelato da Stacey Snider, presidente della major. Ma lo studio non ha interferito con il lavoro di Jackman e James Mangold e ora Logan si presenta con tutte le premesse giuste per fare da degna conclusione a un arco narrativo importante e amato del franchise degli X-Men.
Lo conferma anche Patrick Stewart, alias Charles Xavier: «In 17 anni il fascino e la modestia di Hugh non sono mai cambiati, ciò che è cambiato è l’attore. Il suo lavoro lungo il franchise è stato enorme, potente, e quello che ha fatto in Logan è speciale, davvero straordinario. È riuscito a esprimere in modo ammirevole tutta la stanchezza, la sofferenza e l’isolamento del suo personaggio».
L’uscita nelle sale italiane è fissata al primo marzo.
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Fonte: ET
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