Lost: 18 anni fa, l’episodio più odiato ha segnato il punto di non ritorno della serie
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Lost: 18 anni fa, l’episodio più odiato ha segnato il punto di non ritorno della serie

La serie cult degli anni 2000 ha vissuto momenti altissimi, ma anche cadute clamorose: questa è una delle più discusse

Lost: 18 anni fa, l’episodio più odiato ha segnato il punto di non ritorno della serie

La serie cult degli anni 2000 ha vissuto momenti altissimi, ma anche cadute clamorose: questa è una delle più discusse

Il cast di Lost

Lost, la celebre serie sci-fi andata in onda su ABC dal 2004 al 2010, è ricordata soprattutto per il suo finale controverso, che ancora oggi è in grado di suscitare accese discussioni tra gli appassionati di prodotti televisivi. Eppure, c’è un altro momento che viene considerato in assoluto il punto più basso della serie, andato in onda quasi 19 anni fa.

Si tratta, ovviamente, di Straniero in terra straniera, nono episodio della terza stagione, generalmente considerato il peggiore di tutta l’opera firmata da J.J. Abrams e Damon Lindelof. All’epoca, Lost era nel pieno del suo successo, ma stava già iniziando a mostrare i primi segni di cedimento con l’introduzione di personaggi non particolarmente amati (Nikki e Paulo) e soprattutto con una narrazione sempre più disorientante, in cui sembrava non esserci mai spazio per punti fermi e risposte. 

In questo contesto, l’episodio incentrato su Jack Shephard si è rivelato subito fuori tono. Mentre l’azione sull’isola procede regolarmente, con il salvataggio di Juliet e il rientro al campo di Kate, Sawyer e Karl, gli autori hanno scelto di dedicare un’intera puntata… all’origine dei tatuaggi di Jack. Nei flashback, infatti, vediamo il personaggio in vacanza in Thailandia, dove si innamora di una donna di nome Achara, una tatuatrice “spirituale” che sostiene di poter vedere le persone per ciò che sono veramente. L’uomo le chiede così di fargli un tatuaggio, richiesta alla quale lei acconsente, anche se riluttante, spiegandogli che ci saranno delle conseguenze. Il giorno dopo, Jack viene pestato da un gruppo di uomini che lo ammoniscono per aver infranto una regola della cultura locale.

Quel che è peggio, è che pare che l’episodio sia stato concepito unicamente per giustificare la presenza dei tatuaggi di Matthew Fox. Infatti, in un’intervista nei contenuti speciali del DVD di Lost, l’attore ha spiegato che non era previsto che Jack avesse dei tatuaggi; tuttavia, gli autori sono stati costretti a inglobare questo aspetto nella sua storyline, poiché l’attore era tatuato ed era necessario evitare un dispendio di costi e di energie per coprirli con make-up ed effetti speciali.

Tuttavia, l’idea di dedicare un intero episodio alla questione – soprattutto quando c’erano domande molto urgenti ancora senza risposta – ha finito per scontentare o addirittura infuriare gli spettatori dell’epoca, che hanno accusato la produzione di essere ormai a corto di idee e di “raschiare il fondo del barile”. E per una volta, persino la critica ha sostenuto il fandom, puntando il dito contro la «storia poco ispirata» e l’«esecuzione di infimo livello».

Anni dopo, nel riconoscere il suo status di peggior episodio della serie, l’autore Damon Lindelof ha rivelato che è stato proprio questo momento negativo a segnare un punto di svolta per Lost. Dopo le critiche ricevute, infatti, l’emittente ABC ha accettato la proposta dei creatori di fissare una data di fine per il progetto, consentendo alla serie di ritrovare una direzione e di contrastare il lento declino che stava iniziando. Per quanto impietoso sia il giudizio critico su Straniero in terra straniera, quindi, è innegabile che si tratti di un episodio di vitale importanza, dopo il quale Lost non è stata più la stessa. 

Fonte: Screen Rant

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