Luc Besson: «Arthur, la mia favola ecologista»
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Luc Besson: «Arthur, la mia favola ecologista»

Il regista francese ha presentato a stampa e pubblico il terzo e ultimo capitolo della saga dei Minimei

Luc Besson: «Arthur, la mia favola ecologista»

Il regista francese ha presentato a stampa e pubblico il terzo e ultimo capitolo della saga dei Minimei

Ieri a Bologna era il giorno di Luc Besson. Ospite speciale del Future Film Festival, omaggiato con proiezioni dei suoi film più legati alla fantascienza e all’animazione (Miss Adèle e l’enigma del faraone, Il quinto elemento), il regista, produttore e sceneggiatore francese ha presentato Arthur e la guerra dei due mondi, terzo e ultimo capitolo della saga dei Minimei. Deliziosamente creato grazie a un felice incrocio tra animazione digitale e live action, Arthur e la guerra dei due mondi è la degna conclusione di una saga «nata per i bambini, che vuole insegnare ai bambini il rispetto e l’amore per il nostro pianeta e la capacità di stupirsi di fronte alle meraviglie della natura». Per Besson, impegnato in un vero e proprio tour de force tra conferenze stampa, interviste e incontri con il pubblico, Arthur «deve coinvolgere innanzitutto i bambini, perché è a loro che mi rivolgo. Gli adulti si annoiano? Pazienza, è un piccolo sacrificio che saranno disposti a fare per far felici i loro figli. E se poi riesco a risvegliare il loro lato nostalgico, be’, tanto meglio».

«Da piccolo sono cresciuto in campagna. Non avevo la tv, la prima volta che ne ho vista una avevo quindici anni. Quindi mi facevo affascinare dagli alberi, che per crescere devono affondare le loro enormi radici nel terreno e sono in costante lotta per conquistarsi un po’ di luce. Mi innamoravo degli animali, in particolare insetti e ragni. Non sono fiero di come stiamo lasciando il nostro pianeta, e voglio fare film che convincano i nostri figli che bisogna fare qualcosa per cambiare le cose. Arthur è un film ecologista, con un messaggio preciso e una chiara divisione tra bene e male: non volevo fare un cartoon Pixar, che gli adulti adorano e i bambini non riescono a seguire. Il più bel complimento che mi abbiano mai fatto su Arthur proviene da un mio amico: mi chiamò un giorno dicendomi: “Per colpa del tuo dannato film, i miei figli non vogliono più camminare sul prato perché hanno paura di far del male a un insetto o a un Minimeo”. Mi dispiace per lui, ma per me significa che il mio film ha raggiunto l’obiettivo».

«È anche una bella storia di coraggio e amicizia, oltre a contenere qualche omaggio divertente ai miei film preferiti. E poi sono molto fiero di come è venuto dal punto di vista tecnico: abbiamo usato una nuova tecnica di motion capture, che ci ha consentito di girare con gli attori veri anche all’aria aperta, così da non far sentire troppo lo stacco tra realtà e CGI. Per me non c’è stata alcuna differenza tra filmare Arthur e un film con attori veri: nessuno dei Minimei e delle altre creature che si incontrano nel film è costruito al computer, sono tutte movenze reali. E poi ci sono una serie di talentuose rockstar a doppiare alcuni personaggi, come Iggy Pop e Lou Reed».

Arthur e la guerra dei due mondi, che è effettivamente un’avventura molto divertente, ricca di gag spassose e visivamente impressionante (l’integrazione tra live action e CGI è totale, tanto che spesso sembra di vedere dei pupazzi animati e non generati al computer), uscirà nei nostri cinema a giugno.

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