L’amore, sempre l’amore. Un ingrediente che non può mancare. E così il sequel di Lezioni di cioccolato prende il via, da un’idea semplice e naturale. Cosa succede a Mattia (Luca Argentero) quando scopre che nella sua vita ci sono troppe donne, che il lavoro è un fallimento e che non ha niente tra le mani? Distribuito da Universal in 300 sale da venerdì 11 novembre, Lezioni di cioccolato 2 , scritto da Fabio Bonifacci (sceneggiatore di tante commedie di successo da Si può fare a C’è chi dice no) ha, rispetto al precedente, un cast più ricco. Tornano gli amici nemici Luca Argentero e Hassani Shapi (l’egiziano Kamal),  ed entrano nella storia Angela Finocchiaro, un poliziotto che fugge dai sentimenti, Vincenzo Salemme, un nuovo maestro cioccolatiere, maldestro con le donne e Nabiha Akkari nel ruolo di Nawal, la figlia di Kamal (già vista in Che bella giornata). «I sequel mi fanno paura», ha spiegato lo sceneggiatore durante la conferenza stampa del film a Roma, «perché i personaggi possono esaurirsi in una storia. Ripensando al primo Lezioni di cioccolato mi sono reso conto che c’era ancora un territorio ampio non esplorato, ovvero quello dell’amore e della donna, argomenti in cui Kamal e Mattia non si erano scontrati. Tutto è partito da un’idea: Mattia si innamora di Nawal, senza sapere che è la figlia di Kamal, e Kamal, non sapendo che Mattia si frequenta con Nawal, gli dà consigli su come corteggiare una donna egiziana. In più volevo mettere in luce gli immigrati di seconda generazione che vivono una situazione interessante, a cavallo tra due culture, tra tradizione e innovazione». A dirigere questa storia non più Claudio Cupellini (che ha diretto anche Toni Servillo in Una vita tranquilla), ma un esordiente Alessio Maria Federici. «Sono un regista e mi piace dirigere storie scritte da altri. In più questo sequel aveva tanti elementi interessanti, come l’amore visto attraverso il binomio bacio, cioccolato degli innamorati e il tema della società interraziale. Temi che fanno parte della mia vita: ho tanti fratelli e alcuni sono adottati e il figlio della mia compagna frequenta una classe con 13 compagni di altre nazionalità». E sulle sue parole si aggancia Luca Argentero: «Mattia è un personaggio che in qualche modo mi assomiglia perché rappresenta il mio primo possibile destino. Anche io, se non avessi fatto l’attore, sarei stato un costruttore, perché vengo da una famiglia di costruttori. Ma Mattia è un bellissimo personaggio perché scopre il piacere di fare qualcosa con amore che è l’unico modo per fare bene le cose».

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