Sono le ultime battute di un’estate che quest’anno ci ha appena sfiorati. Luca Argentero si sta concedendo qualche giorno di relax nella sua casa in campagna, dove – scopriamo – si dedica a «una passione ereditata dai miei e una delle cose che mi rilassano di più»: l’orto. «Mangiare i miei prodotti, così come vederli crescere, mi dà una gran soddisfazione». La nostra incursione non lo disturba – «Macché, scherzi, voi giornalisti non siete nemmeno i peggiori!» – e, del resto, il motivo è la promozione di un film a cui si è dedicato davanti e dietro la macchina da presa. Davanti perché è protagonista insieme a Raul Bova di Fratelli unici, diretto da Alessio Maria Federici (con cui aveva già lavorato in Lezioni di cioccolato 2), dove interpreta Francesco, un eterno Peter Pan e donnaiolo a cui viene affidata la custodia del fratello Pietro, dopo che questi ha perso la memoria a causa di un incidente. Dietro perché, sensibile com’è alle nuove tecnologie e piattaforme media (è creatore e direttore artistico di MegaTube), ha contribuito a rendere il progetto uno dei più social del momento.

Best Movie: Fratelli unici ha una pagina dedicata su Facebook e Instagram, e da mesi avete reso pubbliche delle divertenti pillole dal set. Ci hai messo lo zampino tu?
Luca Argentero: «Eh, diciamo che io mi presto. E anzi, mi lamento quando questo non succede. Qui apriamo un capitolo spinosissimo (sospiri e risate). Ormai nei contratti degli attori è prevista una clausola sulla promozione; e qui io mi impunto, perché andare a Quelli che il calcio…, fare qualche intervistina e ottenere una copertina su un giornale è un po’ riduttivo. Classico lavoro d’ufficio: minimo sforzo, risultato incerto. Vale la pena, invece, pensare a qualcosa di diverso e attirare il pubblico con escamotage più carini, coinvolgendolo in giochi, facendolo appassionare con contenuti più specifici e sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione. Alessandra Roveda, l’autrice del backstage, per fortuna ha trovato chi stava al gioco».

BM: Con te ha sfondato un portone aperto. Ti sei anche travestito da donna…
LA: (ride) «Be’, Francesco, il mio personaggio, di mestiere fa lo stunt e c’è una scena in cui deve sostituire un’attrice e buttarsi dalla finestra. Una volta indossate calze e tacchi, vuoi non fare una pillolina?».

BM: Visto che lo hai citato, raccontaci chi è Francesco…
LA: «Diciamo che ha una spiccata propensione per il gentil sesso e una profonda allergia verso tutto ciò che è responsabilità, equilibrio e normalità. Continua a fare la vita da universitario, pur avendo 35 anni. Che, in psicanalisi spiccia, è il risultato di un trauma, perché Pietro e Francesco hanno perso i genitori. Tra i due i rapporti sono gelidi; le loro vite hanno preso strade differenti e lui non ha alcuna volontà di ricucire questa situazione. Anzi, ripudia tutto ciò che il fratello maggiore rappresenta: una sorta di Robocop, una persona super puntuale, precisa, chirurgo appassionato dell’odore del disinfettante in sala operatoria. Se non che Pietro ha un incidente e il giudice lo affida proprio a Francesco, dal momento che l’ex moglie (interpretata da Carolina Crescentini, ndr) sta per risposarsi e non ne vuole sapere».

BM: In un certo senso Francesco ha anche il compito di rieducarlo. L’occasione per iniziare a prendersi quelle responsabilità che rifuggiva?
LA: «La cosa bizzarra è che Pietro perde anche la memoria strumentale; non solo non sa più chi è ma non si ricorda nemmeno a cosa serve un bidet. Di fatto torna a essere un bambino di cinque anni nel corpo di un 40enne. Però succede anche che, perdendo tutto il suo bagaglio cognitivo, ritorna a essere puro. E quindi Francesco ritrova un Pietro che non vedeva da quando erano bambini. Che è una visione molto tenera, pur nell’equivoco della commedia, perché spiegare a un uomo di 40 anni che cos’è un bidet…».

BM: Una situazione difficile per tutti, figuriamoci per Francesco…
LA: «Ecco, esatto. Fare il “papà” non è certo la cosa che gli riesce meglio: una sera deve uscire per un aperitivo e lo chiude in uno sgabuzzino, si rimorchia il giudice che gli affida la custodia di Pietro… Cioè, parliamo di un personaggio capace di conquistare anche i tavolini del bar. Non gestisce con responsabilità questo ruolo».

BM: E in tutto ciò l’amore cosa c’entra?
LA: «L’amore c’entra perché Francesco non è il solo a riconoscere il Pietro di una volta, ma anche Giulia rivede negli occhi dell’ex marito l’uomo di cui si era innamorata e che poi era sparito nel corso degli anni. Spesso accade che all’interno di una coppia uno dei due finisca per concentrarsi sulla carriera, dimenticandosi della persona che ha accanto. (ATTENZIONE SPOILER!) Che è il motivo per cui Giulia trascorre una notte di follia con Francesco. Uno sfregio – che entrambi riconoscono come errore – commesso in un momento di grande sconforto di entrambi e un po’ per fargliela pagare».

BM: Poi Francesco punta gli occhi sulla vicina di casa Sofia (Miriam Leone)…
LA: «Eh, anche lui pian piano, grazie ai perché di un bambino, viene messo di fronte alle grandi domande delle vita. Perché quando un bimbo ti chiede che cos’è l’amore, tu sei costretto a pensarci».

BM: Francesco cosa risponde?
LA: «Che l’amore è quando prima di portarti a letto una donna le apri la portiera, le regali due fiori e le dici due parole dolci. E magari eviti di farlo al primo appuntamento, ma aspetti almeno il  secondo o il terzo».

BM: E Luca cosa risponde?
LA: «Un lunghissimo viaggio costellato di gioie e dolori. È la vita. Fondamentalmente tutto quello che facciamo è condizionato, guidato solo ed esclusivamente dall’amore. Man mano che cresco – ormai sono 10 anni che sto con mia moglie – mi rendo conto che ogni singola decisione, ogni strada viene intrapresa in due e rappresenta un progetto, che si costruisce insieme. A 20 anni l’amore era più legato alla sensazione del momento, alla fibrillazione; poi diventa più progettuale, costruttivo, a lungo termine. Inizi a immaginare come sarai o come vuoi essere e la prospettiva si allunga ogni volta. Comunque è proprio una domanda da giornalisti di bassa lega» (scherza, ridendo).

BM: Eh, ma me l’hai servita su un piatto d’argento! Tornando al film, il regista ha scelto due sex symbol come te e Raoul perché gli piace vincere facile?
LA: (ride) «In realtà la nostra è una coppia abbastanza casuale; inizialmente non era previsto che fossimo noi i protagonisti. Tra l’altro è la prima volta che lavoriamo insieme, e con molto piacere: è stato un bellissimo battesimo. Speriamo di vincere facile! Noi abbiamo calato i nostri assi, però adesso devono arrivare le risposte».

BM: Facciamo un gioco, come nelle pillole dal set: descrivimi Fratelli unici in cinque parole.
LA: «Che ovviamente non siano bello, divertente e simpatico… Allora vediamo…».

BM: Se vuoi ti concedo tempo per pensarci e mi ricollego a un altro video da backstage in cui ho visto che ti sei trovato un po’ in difficoltà con la fionda e nel montare una tenda. I tuoi genitori non ti hanno mandato agli scout da piccolo?
LA: (ride) «Be’, per la fionda la colpa è della pallina, che era proprio delle balle. Quanto alla tenda, non era compito mio, anche perché io una canadese per due la monto a occhi chiusi».

BM: Insomma, sei anche un’abile alpinista?
LA: «Diciamo che è un’altra passione ereditaria, perché sono figlio di maestri di sci e guide alpine. Anche qui mi piace vincere facile!».

BM: Com’e che da uomo social quale sei, ci sono volute parecchie nomination prima di farti partecipare all’Ice Bucket Challenge?
LA: «Perché trovo che sia una bellissima iniziativa, ma se diventa pura esibizione e si perde il senso, non mi interessa. Preferisco – come ho fatto – twittare l’iban a cui poter fare la donazione. Ho ceduto solo quando è stata mia cugina Alessia a invitarmi a farlo per conto di una sua cara amica malata di SLA».

BM: Qualche mese fa, in seguito a una puntata di Amici di Maria De Filippi, il rapper Fedez ti ha lanciato una provocazione su Twitter a cui tu non hai mai risposto. Lo vuoi fare ora?
LA: «Ma quello è stato divertente. Era una battuta carina e non avrebbe avuto senso replicare. Mi sono fatto una risata e non mi è venuto neanche in mente di rispondere. Comunque per fortuna a me capita poco, ma quando mi succede di ricevere insulti o offese, blocco subito le persone. Per fortuna ci sono delle funzioni all’interno dei social network che ti permettono di farlo con facilità. In altri casi le ignoro per non regalare loro gratuiti momenti di gloria».

BM: È più difficile fare l’attore, il conduttore televisivo o il giudice ad Amici?
LA: «Assolutamente il secondo, e infatti non credo che succederà, per lo meno a breve. Non mi sento né particolarmente a mio agio né portato. Condurre Le Iene, in diretta e con 5 milioni di spettatori sintonizzati, è stato uno stress che spero di non dover più sopportare in vita mia.
Il giudice ad Amici, invece, è un piacere, un ruolo di contorno molto divertente. Vedere ragazzi di gran talento che si esibiscono sul palco e provare a incoraggiarli o spronarli non è certo un impegno gravoso. Fare l’attore è quello che mi piace di più, e per cui investo più tempo, energie, attenzione. È quello che considero il mio lavoro».

BM: Piccolo test per verificare se sei anche un bravo marito. Come te la cavi in cucina? Non dirmi che dopo tutte le lezioni di cioccolato sei un esperto di dolci…
LA: «Pensa che cucino tutto tranne quelli. Devo ammettere che me la cavo bene e non ho problemi a mettere in tavola una cena da tre portate per otto persone. Non ho un piatto forte, perché sono proprio un creativo in cucina. Adoro inventarmi piatti con le verdure e il pesce».

BM: Quanto sei bravo a fare le pulizie di casa?
LA: «Ci credi che dietro di me c’è la signora delle pulizie che sta passando l’aspirapolvere? (ride) Non so da che parte si inizi a stirare, ma mi so lavare le mutande e caricare la lavatrice. Ho vissuto per anni da solo in giro per il mondo e sono completamente autosufficiente. Non gravo sull’economia domestica familiare se non per comodità, quando c’è qualcuno che lo fa per me».

BM: Quanto sei paziente quando accompagni tua moglie a fare shopping?
LA: «Pochissimo, sono proprio pessimo. Mi annoio tantissimo…».

BM: E dire che tu e Myriam vi siete anche lanciati nella moda, con la linea d’abbigliamento Mia D’Arco?
LA: «Ma quella è creatività! Non vuol dire stare quattro ore in piedi a guardare vetrine o provare vestiti! A proposito di Mia D’Arco, a settembre si presenta la seconda collezione. Sta andando…».

BM: Anche tu hai dato il tuo contributo nella creazione degli abiti?
LA: «No, quello è frutto di Myriam, di sua sorella e dei designer. Io mi sono occupato della parte più strutturale di start-up. Se dovesse decollare non può essere gestita a conduzione familiare; è un lavoro a tempo pieno per cui bisognerà trovare dei collaboratori e avviare proprio un’attività. Per il momento è ancora in fase iniziale e abbiamo venduto a pochi negozi. Bisogna darle tempo e vedere se incontra il favore del pubblico».

BM: Tornando alle qualità del marito, hai tanti vizi?
LA: «Se si può considerarlo tale, direi lo sport. Se devo togliere del tempo alla famiglia, lo faccio perché magari voglio andare a giocare a tennis o godermi la finale dei Roland Garros in televisione. Però non sono uno di quelli che si passa tutte le domeniche allo stadio; anche se sono un tifoso juventino, questo non mi condiziona il weekend. E poi purtroppo non sono ancora un ex fumatore, ma non lo è neppure mia moglie. Anche se per entrambi è un obiettivo provare a smettere».

BM: Non ci rimane che descrivere Fratelli unici in cinque parole. Ci hai pensato nel frattempo?
LA: «Be’, allora riprendendo il titolo direi che è un film unico nel suo genere. Poi, anche se suona un po’ banale e retorico, l’amicizia c’entra molto, fuori e dentro la storia, perché non sempre capita di trovare degli amici sul set. Devo dire che noi quattro ci siamo trovati molto bene e tuttora ci teniamo in contatto. Poi dico pesce rosso e dito medio, due elementi fondamentali di questo film, che sono anche diventati due magliette. I lettori capiranno il perché vedendo il film».

BM: Ne manca solo una…
LA: «Ma come si fa a non dire amore? Del resto è questo che stiamo vendendo, due belle storie d’amore…».

BM: Quindi vuoi dire che anche Francesco si innamora per la prima volta…
LA: «E secondo te cedo a questo spoiler?! Questo è il motivo per andare al cinema!».

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