Brando Quilici, famoso documentarista ha presentato il suo primo lungometraggio, codiretto insieme a Roger Spottiswoode: “Il Mio Amico Nanuk”. commovente avventura di un ragazzino che drovrà aiutare un cucciolo di orso polare a ritrovare la madre tra i gelidi ghiacci dell’Artico.

Il direttore Giorgio Viaro ha moderato l’evento con alcune domande riguardo alla produzione:

Il film è girato nell’artico, in luoghi bellissimi e brutali, come tu stesso li hai descritti…
Brando Quilici: Sì, una delle particolarità di questo film è che ha come protagonista un vero cucciolo di orso polare, cosa che non era mai stata fatta prima, inoltre tutto il film è stato girato in esterni, nell’Artico settentrionale tra la baia di Hudson e l’isola di Baffin, zone inconsuete per una grossa troupe cinematografica.

So che avete dovuto affrontare addirittura una tempesta di neve che ha bloccato la produzione per un po’…
BQ: Eh sì, abbiamo avuto una tormenta talmente intensa da non far vedere nulla che è durata una settimana; girando in zone dense di crepacci ci siamo dovuti fermare perché girare sarebbe stato troppo pericoloso. Abbiamo avuto molti imprevisti, alcuni anche divertenti. Nella sequenza iniziale del film ad esempio, il bambino cade dalla propria motoslitta in una pozza di acqua riscaldata da un macchinario che però si era rotto a nostra insaputa; il protagonista è caduto quindi nell’acqua gelida ed è stato toccante vedere come l’orso si sia dato da fare per salvarlo. In effetti la cosa più straordinaria di questo film è l’amicizia che è nata veramente tra il cucciolo e il bambino; l’orso lo adorava al punto che non è stato necessario addestrarlo. I due hanno avuto modo di legare in un mese prima dell’inizio delle riprese e non abbiamo mai avuto alcun problema, sebbene bisogna sempre tener conto che nonostante l’aspetto tenero l’orso polare è uno dei più temibili predatori esistenti.

Tra l’altro l’orso, come ogni altro animale ha i propri ritmi, le sue abitudini…
BQ: Vero! Abbiamo scoperto che alla mattina questo cucciolo era pieno di energie, correva e si scatenava, mentre dopo il pranzo restava molto più tranquillo. Abbiamo di conseguenza modificato il piano delle riprese inserendo a inizio giornata le sequenze più dinamiche e spostando il pomeriggio le scene più intime e per questo complesse, in cui magari il bambino avrebbe dovuto abbracciare l’orso.

Il film uscirà nelle nostre sale il 13 novembre e in libreria potrete trovare il romanzo edito da Sperling & Kupfer.

 

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