Stranger Things deve il suo successo a una singola scena: «Ha definito tutto»
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Stranger Things deve il suo successo a una singola scena: «Ha definito tutto»

Ad ammetterlo è stato il cast della serie Netflix, arrivato al Lucca Comics & Games insieme ai fratelli Duffer per lanciare la quinta e ultima stagione

Stranger Things deve il suo successo a una singola scena: «Ha definito tutto»

Ad ammetterlo è stato il cast della serie Netflix, arrivato al Lucca Comics & Games insieme ai fratelli Duffer per lanciare la quinta e ultima stagione

Oggi siamo finiti nel Sottosopra. Non per qualche misterioso portale, ma per la magia collettiva che solo un fenomeno come Stranger Things può generare. Nel cuore di Lucca Comics & Games 2025, davanti a una platea gremita, i fratelli Matt e Ross Duffer sono saliti sul palco accanto ai protagonisti Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin e Noah Schnapp per un incontro – organizzato nell’ambito dell’area Movie della fiera a cura di QMI – che ha il sapore dell’ultimo capitolo. La quinta stagione della serie Netflix più iconica dell’ultimo decennio è ormai alle porte – la prima parte arriva sulla piattaforma il 27 novembre e ieri è stato diffuso il trailer ufficiale – e il panel toscano si è trasformato in una riflessione condivisa su come si chiude un viaggio diventato un pezzo di immaginario collettivo.

«Abbiamo iniziato a lavorare alla quinta stagione partendo dagli ultimi quaranta minuti della serie – hanno raccontato i Duffer – Se il finale non fosse stato perfetto, nulla di ciò che veniva prima avrebbe avuto importanza». Un processo di scrittura al contrario, nato dal bisogno di dare una conclusione non solo narrativa ma anche emotiva a un’avventura che ha accompagnato l’adolescenza di milioni di spettatori e quella reale dei suoi interpreti. «Scrivendo l’episodio finale ci siamo resi conto di quanto riflettesse le nostre esperienze personali — hanno aggiunto — è stato come vivere un addio».

Potrebbe essere un'immagine raffigurante clarinetto

Virginia Bettoja / Netflix

Per Finn Wolfhard, l’evoluzione di Mike è quella di un ragazzo cresciuto insieme al suo pubblico: «Mike è cambiato molto, come tutti quando si diventa adulti, anche se lo ha fatto in circostanze davvero particolari. È un’evoluzione che riflette anche le nostre vite, e in questa stagione cercherà di tenere il gruppo unito, di essere un vero leader». Accanto a lui, Gaten Matarazzo ha parlato delle nuove sfide del suo Dustin: «Matt e Ross mi hanno dato compiti sempre più difficili, e credo di dare il meglio quando sono sotto pressione. Tutti i personaggi stanno affrontando dolore e perdita. È la prima volta che li vediamo davvero spaventati e smarriti».

La riflessione di Caleb McLaughlin si è soffermata su un tema caro alla serie, quello della crescita e dell’identità. «Lucas è diventato sempre più complesso. Nella prima stagione era scettico e difensivo, ma ora ho davvero capito chi è: un ragazzo sensibile, reso più profondo dal rapporto con Max. Il Sottosopra rappresenta le paure e i demoni che tutti affrontiamo nella vita». Per Noah Schnapp, invece, Will incarna l’essenza stessa di Stranger Things: «La cosa più bella di Will è che non è definito da un solo conflitto. Attraversa molte fasi, dall’identità personale ai rapporti con gli amici. Nella stagione finale trova finalmente la sua voce e capisce che va bene essere se stessi».

I Duffer, emozionati nel ripercorrere la genesi della serie, hanno ricordato la prima scena mai girata: i ragazzi nel seminterrato a giocare a Dungeons & Dragons. «In quel momento abbiamo capito che poteva funzionare. C’era qualcosa di autentico e commovente che ci ha ricordato la nostra infanzia» hanno raccontato. E anche gli attori conservano ricordi nitidi di quegli inizi: «La prima scena è quella che ci ha uniti — ha raccontato Matarazzo — ha definito tutto. Da lì è nato il nostro legame». Nel corso dell’incontro, Schnapp ha voluto rendere omaggio a Winona Ryder, interprete di Joyce Byers, ricordando la sua guida sul set: «Ero nervosissimo per la mia prima scena emotiva. Le scrissi per chiedere aiuto e lei mi rispose con dolcezza, mi invitò nella sua roulotte trailer, mi spiegò come gestire la vulnerabilità. È stata come una seconda madre per tutti noi».

In chiusura di incontro, la parola è tornata ai Duffer, che rispondendo ad una domanda dal pubblico hanno commentato il tema ricorrente della nostalgia: «Non volevamo solo omaggiare i film del passato. Volevamo catturare la sensazione che avevamo da bambini — l’amicizia, la paura, l’immaginazione — e raccontare la nostra infanzia attraverso quelle storie». Un panel che ha parlato di memoria e di futuro, di un addio che somiglia più a una crescita che a una fine. Perché, come nella cittadina di Hawkins, anche a Lucca il Sottosopra non è un luogo oscuro, ma uno spazio condiviso dove continuare a credere nella forza delle storie.

 

 
 
 
 
 
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Dopo la conferenza stampa, presso il prestigioso Teatro del Giglio Giacomo Puccini, i creatori e i protagonisti sono stati accolti con grande calore di fronte al padiglione Netflix versione Vecna in Piazza San Michele, dove li attendevano oltre 9000 fan per celebrare insieme questa ultima grande avventura. Questo momento è stato reso ancora più speciale dalla performance di un chitarrista vestito da membro dell’Hellfire Club che ha eseguito l’iconica “Master of Puppets” dei Metallica.

L’evento si è tenuto davanti al padiglione e store esclusivo dedicato a Stranger Things (con la Collezione esclusiva Stranger Things Lucca 2025) in Piazza San Michele.

Virginia Bettoja / Netflix

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