Volto della commedia di casa nostra per Pieraccioni, Vanzina, Salemme. Ma anche musa per Antonioni, special guest nella serie Boris o interprete in progetti indipendenti quali L’amore buio. A Luisa Ranieri piace sperimentare: ultima prova ne è la commedia surreale Mozzarella Stories (in sala dal 23 settembre) dove difende con determinazione il caseificio familiare dall’invasione di mozzarelle cinesi. Una “femmina d’onore” d’altri tempi ma anche una donna coraggiosa, elegante e moderna che si aggira in un mondo maschile kitsch e mostruoso. Orgogliosa della sua bellezza napoletana doc e della sua carriera tra cinema, teatro e Tv, Luisa è ora alle prese con la “nuova professione di mamma” (ha appena avuto una bimba dal compagno Luca Zingaretti, ndr): «un’esperienza umanamente bellissima. Anche se la notte non dormo molto…».

Best Movie: Com’è stata coinvolta nel progetto di Mozzarella Stories?
Luisa Ranieri: «Il regista Edoardo De Angelis aveva scritto questo ruolo appositamente per me: in uno dei primi incontri mi mostrò dei bellissimi disegni che mi ritraevano già nel personaggio di Sofia. Ne fui lusingata. Di Edoardo mi colpì subito la determinazione. Pur essendo un giovane alla sua opera prima, aveva le idee molto chiare su tutto, dallo stile visivo ai temi da raccontare. Sul set non riuscivi a infinocchiarlo proprio su niente… Il progetto mi ha convinto immediatamente: una sceneggiatura forte, anche se rischiosa, per un film difficile da etichettare tra commedia, noir, pulp. Un genere nuovo, dai toni surreali, simile al primo Sorrentino. Nonostante il basso budget e tutte le difficoltà connesse,  c’era un clima molto bello. Edoardo veniva dal Centro Sperimentale di Cinematografia e nella produzione erano coinvolti molti ex suoi compagni, alcuni alla prima esperienza. C’era una freschezza e una passione che, spesso, sui set non si respira più».

BM: Cosa l’ha colpita del personaggio?
LR:
«Amo Sofia perché è una donna che si emancipa dalla propria famiglia borghese. All’inizio è una ragazza viziata di provincia che spilla soldi al padre poi, all’improvviso, ha uno scatto meraviglioso: un episodio tragico la costringe a trasformarsi in un comandante. Una donna d’onore, con valori del passato ma anche molto attuale e intraprendente. Il regista ha costruito un personaggio femminile molto moderno. Come molto moderna e ironica è la sua lettura della lotta con i cinesi nell’import-export tutto campano della mozzarella: i cinesi non si possono combattere, la loro manodopera è troppo bassa, con loro si può solo entrare in affari…».

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