Niente traffico né rumore, strade deserte e l’impressione che il tempo si sia fermato. Non è la descrizione di un paesaggio bucolico, ma di New York City, la metropoli delle metropoli. La Grande Mela come nemmeno il più stressato dei cittadini desiderosi di un po’ di tranquillità potrebbe mai immaginarla, e in cui il dottor Robert Neville (Will Smith) si ritrova a vivere come in un terribile incubo. Un incubo in cui essere l’ultimo uomo sopravvissuto sulla Terra non è nemmeno la cosa peggiore che possa capitare. In Io sono leggenda il “Man in Black” già più volte sopravvissuto agli alieni dovrà infatti vedersela anche con esseri mutanti assetati di sangue. Questo thriller post apocalittico è il terzo adattamento dell’omonimo romanzo del 1954 di Richard Matheson. Già nel 1964, infatti, lo stesso autore aveva scritto la sceneggiatura di Last Man on Earth con protagonista Vincent Price,
e nel 1971 un’ulteriore versione cinematografica, con parecchie differenze rispetto al libro, uscì col titolo Omega One. In quest’ultima pellicola diretta da Francis Lawrence (Constantine) a fare chiarezza sull’assurda situazione in cui il dottor Neville si trova è un flashback costato alla produzione 5 milioni di dollari per la sua spettacolarità.
Si tratta della scena che segna l’inizio della fine (e per la quale sono servite più di mille comparse e l’approvazione da parte di 14 agenzie governative): il ponte di Brooklyn è teatro dell’esodo dei cittadini di New York, Neville e famiglia compresi, durante una vera e propria guerra batteriologica, una pandemia apocalittica che condannerà l’umanità – fatta eccezione per Neville – a una malattia letale simile appunto al vampirismo. Dopo aver cercato la felicità con Gabriele Muccino, Will Smith torna quindi alla fantascienza e all’azione, in una guerra da combattere su due fronti: quello psicologico della solitudine durante il giorno e quello della sopravvivenza fisica di notte, quando gli uomini-vampiro escono allo scoperto per una guerra tutti contro uno. Davvero difficile confutare ciò che è dichiarato nel titolo.
A pieno titolo il dottor Neville può sentirsi una leggenda, e  Will Smith dal canto suo non può che considerarla una felice profezia per il suo destino.
Il film è l’adattamento dell’omonimo e primo libro di Richard Matheson del 1954, ambientato allora in un lontano 1979 e pubblicato per l’Italia da Fanucci Editore

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