L’Uomo D’Acciaio è il film che ha fatto da apripista all’Universo Condiviso DC. Diretto da Zack Snyder, il cinecomic ha voluto rilanciare il personaggio di Superman con un taglio più realistico e “alla Nolan”, tra l’altro anche produttore del progetto. Il risultato è stato un film ricco d’azione anche se molto particolare, con piani temporali sovrapposti, una narrazione traballante e con diversi buchi di sceneggiatura, firmata da David Goyer, portando infine critica e pubblico a dividersi tra favorevoli e contrari (Anthony Mackie certamente non è un fan!).

Uno degli elementi di discordia è stata la morte del Generale Zod (Michael Shannon) verso la fine del film, quando Superman (Henry Cavill) decide di rompergli il collo per salvare la vita a tre indifesi civili in un museo. Peccato che in una battaglia di circa 15 minuti, molti altri civili sono stati trucidati dai due in un epico scontro all’ultimo sangue, quindi perché preoccuparsi? Superman dice di averlo fatto perché Zod non si sarebbe mai fermato, anche se questo ha significato uccidere l’ultimo della sua razza. In merito, però, è intervenuto oggi proprio David Goyer, che ha spiegato:

«Il modo in cui lavoro, il modo in cui Chris [Nolan] lavora, è di fare quello che è giusto per la storia. Questo è un ambito completamente separato da quello che i fan pensano si debba o non si debba fare con un determinato personaggio. Devi fare ciò che è giusto per la storia. In quel caso, parliamo di un Superman che aveva iniziato ad essere Superman da circa una settimana. Non era il Superman che conosciamo nei fumetti DC…o in un mondo che si è convinto della sua esistenza. Aveva volato per la prima volta solo pochi giorni prima. Non aveva combattuto contro nessuno con i suoi stessi poteri prima di allora. Quindi è andato contro qualcuno che non ha solo super poteri, ma che è stato allenato fin dalla sua nascita a usarli, un essere identificabile in una macchina assassina sovrumana che dice “non smetterò mai finché non avrò distrutto l’intera umanità”. Se togliamo Superman dal film, qual è il modo giusto per raccontare la storia?».

Lo sceneggiatore infine conclude: «Credo che il modo giusto per raccontare questa storia è quello di prendere questo potente alieno che dice “puoi avere la tua razza indietro, ma devi uccidere quella che ti ha adottato”, ed essere costretti ad ucciderlo pur non volendo, anche se è della tua stessa razza e sei in una terribile situazione. Credo sia questo il modo giusto per raccontare la storia».

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Fonte: CBM 

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