Spesso, dietro le mirabolanti performance delle star degli action movie made in Usa, ci sono squadre di professionisti, di atleti abilissimi che fanno da controfigura ai divi nelle sequenze più pericolose e impegnative dal punto di vista acrobatico, regalando alle loro controparti applausi e fama. Due giovani registi italiani, Giovanni Ficetola e Matteo Fontana, hanno invece fatto di un gruppo di stuntmen (il Flying without Fear Stunt Team) i protagonisti del loro mediometraggio, Lupo della notte, che vi avevamo presentato qualche settimana fa in esclusiva per la nostra sezione Cinema indipendente.

Proprio a loro è dedicata la featurette del film, che mostra gli atleti al lavoro in palestra per preparare la scena di un combattimento e contemporaneamente la sequenza girata e montata per il director’s cut.

Ecco la featurette dedicata agli stunt e il frame di una scena del film:

Per farci svelare i trucchi del mestiere e qualche retroscena del film, abbiamo incontrato Lupo, l’atleta-stuntman-attore, Daniele Balconi, protagonista anche dello scatto che trovate di seguito.

BEST MOVIE: Qual è il vero segreto per rendere credibili i combattimenti?
DANIELE BALCONI: «Un combattimento, scenico o reale che sia, ha una sua storia. Che sia un combattimento spettacolare di un film oppure una scazzottata reale in strada, deve avere il suo perché. Quando creo i combattimenti, per prima cosa cerco di capire in che contesto mi trovo, e chi sono le persone che devono combattere. La psicologia di ogni personaggio è importante perché dà una motivazione non solo alle loro mosse ma anche, e soprattutto, alle movenze sceniche. Spesso guardando il combattimento di un film si rischia di perdere il perché avviene lo scontro, e di conseguenza i motivi che lo rendono violento o meno. Ogni combattimento ha un suo inizio e una fine. Inizia per un certo motivo, e finisce con vincenti o sconfitti. Dove non per forza chi vince, restando in piedi, è anche il vincitore morale. Il più delle volte colui che batte il suo avversario è colui che perde contro sé stesso, e contro i suoi ideali. E’ il caso di Lupo e dei combattimenti clandestini che si trova ad affrontare. E la sua prima vera sconfitta è proprio quella di accettare l’offerta. Non bisogna dunque dimenticare il contesto, e preparare combattimenti attinenti alla sceneggiatura e alla storia del film, che siano credibili per i personaggi che li affrontano. Ed ecco che il pubblico accetta anche di vedere mosse spettacolari che nella vita di tutti i giorni sarebbe impossibile eseguire (beh… non per tutti, forse!). Dietro a un combattimento, al di là dei movimenti degli attori/stunts, non c’è altro che un susseguirsi di eventi fisici, visibili agli spettatori, e psicologici, che avvengono all’interno dei personaggi, non visibili dagli occhi ma percepibili a livello emotivo. E la cosa più bella è vedere il pubblico che finge di combattere quasi volesse suggerire all’attore la prossima mossa da fare! Questo è il massimo livello di credibilità e coinvolgimento».

BM: Quali sono state le scene più difficili da girare? Perché?
DANIELE BALCONI: «Le scene più difficili da girare sono stati i vari combattimenti, senza dubbio. In particolar modo la scena finale, dove Lupo combatte in una gabbia contro due avversari. E’ una scena molto importante, perché fa capire molte cose (non posso rivelare troppo) e quindi si puntava di più sulle emozioni che sui movimenti stessi. Per preparare le scene di combattimento abbiamo avuto pochissimo tempo, soprattutto in considerazione della loro importanza nell’economia del film: sono ben 5 combattimenti più altri spezzoni in un metraggio finale di circa 70′. Per fortuna il mio team ed io siamo abituati a creare cose “sul posto”, quindi senza aver modo di allenarci con giorni di anticipo. Spesso in poche ore, direttamente sul set, nascono coreografie e movimenti. Un’altra difficoltà incontrata durante le riprese dei combattimenti sono state… le riprese stesse! Girare un combattimento richiede un sacco di tempo, perché molte cose – movimenti, posizione della macchina da presa, tempi eccetera – devono incastrarsi perfettamente. Di conseguenza capita spesso di dover rifare più e più volte gli stessi movimenti, finché non sono perfetti (in questo sono un perfezionista, e anche molto esigente!). In ultimo, non disponevamo di alcun tipo di ausilio tecnico che potesse aiutarci ad eseguire le mosse, e nemmeno di protezioni. Ma in ogni modo ho badato a far sì che tuttipotessero lavorare in sicurezza e in maniera ottimale. E devo dire che sono molto soddisfatto del lavoro fatto dai ragazzi. Nessuno si è fatto un graffio, e questo è molto importante».


Daniele Balconi


Vi ricordiamo la trama del film: “Un ragazzo, Lupo (l’atleta e stuntman Daniele Balconi), che ha sempre creduto nella lealtà dello sport e nella disciplina delle arti marziali; un perfido strozzino che non ha rispetto per niente e per nessuno; un sordido ex-poliziotto che si è reinventato procuratore di combattimenti clandestini; una bellissima e misteriosa ragazza, Nix (Luisa Gallia) che sembra fatta della stessa sostanza della notte…”

Guarda il trailer di Lupo della notte

Leggi l’intervista ai registi Giovanni Ficetola e Matteo Fontana

Per conoscere meglio il mondo degli stuntmen, leggi il post del Blog di Roberto De Feo: Filmakers aiutiamoci! Capitolo “Stuntman”

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