Squadra che vince non si cambia. E infatti Paola Cortellesi e il regista consorte Riccardo Milani si sono uniti nuovamente a Giulia Calenda e Furio Andreotti, già coautori dell’exploit al botteghino Come un gatto in tangenziale, per scrivere la nuova commedia con protagonista la comica trasformista più amata d’Italia.
Nel film la Cortellesi è Giovanna Salvatori, un’agente dei servizi segreti sotto copertura, che si finge impiegata del Ministero addetta a buste paga, ritenute d’acconto e calcolo delle aliquote. Una donna con un divorzio alle spalle scialba e incolore, di cui la figlia quasi si vergogna e che l’esuberante madre (Carla Signoris) non smette mai di sfottere.
Il film segue le orme di True Lies, la spy comedy con Schwarzenegger e Jamie Lee Curtis, in cui lui si fingeva un grigio venditore di computer quando invece era una spia alle calcagna dei terroristi, ma non tradisce la vocazione di commedia sociale inseguita da regista e attrice anche con il film precedente.
Le due anime, spy action e critica ai difetti nazionali, collimano, quando Giovanna decide di usare i sofisticati mezzi a sua disposizione per vendicare quattro ritrovati amici dei tempi del liceo (una hostess, una dottoressa, un allenatore di calcio e un professore) angariati dagli individui a cui prestano servizio.
Il senso di quel “Ma cosa ci dice il cervello” del titolo dovrebbe essere qui, nella descrizione di un contesto sociale pieno di analfabeti funzionali, senza educazione e rispetto per le più banali regole del vivere civile: studenti che filmano le violenze ai professori su YouTube, passeggeri che tengono il telefonino acceso in volo, genitori che vorrebbero insegnare ai tecnici le tattiche di gioco e pazienti che non accettano le diagnosi dopo aver consultato Google.
La Cortellesi si trasforma in una sorta di vendicatrice sociale, che impartisce parallelamente lezioni di buona condotta, travestendosi via via in una tatuatrice, una hostess, una rider delle consegne a domicilio, una tassista e così via, in linea con la sua passione per il trasformismo. In più, dopo La befana vien di notte, sembra aver preso gusto alle scene d’azione, tanto che qua si lancia dai tetti al ralenti, pratica il kung fu e fa free climbing.
Di attrici versatili come lei e con in mano le redini dei propri progetti non ne esistono altre nel panorama cinematografico italiano attuale, in più è una beniamina del box office che riempie le sale. Riuscirà anche questa volta, complice il lungo ponte che ci aspetta a bissare i precedenti successi? Dopo questo week end, avremo sicuramente parte della risposta.
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