«Serviva un budget folle»: Madonna rompe il silenzio sulla cancellazione del suo biopic
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«Serviva un budget folle»: Madonna rompe il silenzio sulla cancellazione del suo biopic

La popstar ha raccontato il lungo sviluppo del film sulla sua vita, il mancato accordo con Universal e il successivo tentativo di trasformare il progetto in una serie Netflix

«Serviva un budget folle»: Madonna rompe il silenzio sulla cancellazione del suo biopic

La popstar ha raccontato il lungo sviluppo del film sulla sua vita, il mancato accordo con Universal e il successivo tentativo di trasformare il progetto in una serie Netflix

Una foto di Madonna sul palco

Il biopic su Madonna sembrava destinato a diventare uno dei progetti musicali più attesi degli ultimi anni, ma il progetto non è mai riuscito ad arrivare effettivamente sul set. Nelle ultime ore, è stata la stessa popstar a spiegare cosa sarebbe accaduto dietro le quinte, raccontando che alla base dello stop ci sarebbe stato uno scontro con Universal Pictures legato soprattutto al budget.

In una nuova intervista concessa a Interview Magazine, Madonna ha ripercorso il lungo lavoro svolto sul progetto, che avrebbe dovuto raccontare la sua vita e la sua carriera con lei stessa coinvolta come co-sceneggiatrice e regista. Universal aveva ottenuto i diritti del film nel 2021 dopo un’asta tra diversi studios, mentre nel corso degli anni erano stati associati alla sceneggiatura nomi come Diablo Cody ed Erin Cressida Wilson. Per interpretare la cantante era stata scelta Julia Garner, vincitrice dell’Emmy per Ozark, dopo un percorso di audizioni molto seguito dai media.

Il progetto, però, si è bloccato prima dell’inizio della produzione. «Dovevo fare un film sulla mia vita», ha raccontato Madonna, spiegando di aver lavorato alla sceneggiatura per due anni e di aver trascorso altri due anni con Universal tra budget e casting. Poi, secondo la popstar, sarebbe arrivata la rottura: «Abbiamo avuto un diverbio, io e Universal, riguardo al budget. Ho avuto una vita straordinaria. Ho avuto una vita enorme, quindi avevo bisogno di un grande budget».

Secondo Madonna, lo studio non sarebbe riuscito ad accettare le dimensioni produttive richieste dal progetto. La cantante ha spiegato di aver provato anche a trovare una soluzione più economica, valutando la possibilità di girare parte del film in Serbia. Ma neppure questa ipotesi avrebbe convinto Universal.

«Forse semplicemente non credevano in me», ha dichiarato Madonna, aggiungendo che una delle prime reazioni dello studio sarebbe stata legata al dubbio che lei potesse restare in Serbia per più di pochi giorni. Una considerazione che la popstar ha respinto con decisione: «Avete letto la sceneggiatura? Tutta la mia vita è stata sopravvivenza. Non ci vado per fare una vacanza».

Dopo il naufragio del progetto, la situazione si è complicata ulteriormente. Madonna ha raccontato di essere rimasta in una fase di stallo quando Netflix l’ha contattata per trasformare la sua storia in una serie. Anche in quel caso, però, il percorso non è stato semplice: la cantante non avrebbe potuto usare liberamente la sceneggiatura sviluppata con Universal senza riacquistarla a un prezzo definito da lei stessa eccessivo, nonostante l’avesse scritta.

«Ero in un limbo quando tutto è crollato, poi Netflix mi ha contattata per fare una serie», ha spiegato. «È stato un altro processo molto lungo, perché non potevo usare la sceneggiatura che avevo con Universal a meno di comprarla da loro a un prezzo estorsivo, anche se l’avevo scritta io».

L’ipotesi della serie ha quindi aperto un nuovo processo creativo, molto diverso da quello del film. Madonna ha raccontato di aver iniziato a capire come funzionasse lo sviluppo televisivo, tra incontri con diversi sceneggiatori e la ricerca di uno showrunner adatto. Una fase durata mesi, senza però portare subito a una soluzione definitiva.

Il progetto seriale autobiografico è attualmente in sviluppo a Netflix attraverso l’accordo televisivo di Shawn Levy con la piattaforma, ma Julia Garner non risulta legata a questa nuova versione. Il film pensato per Universal, invece, secondo indiscrezioni circolate in passato, avrebbe dovuto seguire Madonna dalle sue origini in Michigan fino alla formazione artistica nella New York degli anni Ottanta, arrivando poi fino all’uscita di Ray of Light nel 1998.

Si trattava quindi di un arco narrativo molto ampio, coerente con l’idea della cantante di realizzare un’opera ambiziosa e non un biopic ridotto all’essenziale. Proprio questa ambizione sembra essere stata uno dei principali punti di frizione con Universal, almeno secondo la versione raccontata da Madonna.

Anche se il progetto cinematografico non si è concretizzato, la vicenda troverà curiosamente spazio in forma fittizia nella seconda stagione di The Studio, la comedy di Apple TV+ con Seth Rogen. Madonna e Julia Garner hanno infatti girato alcune scene lo scorso anno al Festival di Venezia: nella trama della serie, un biopic su Madonna interpretato da Garner arriva in Laguna per la sua première mondiale.

Foto: Santiago Felipe/GC Images

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