David Yates è un affabulatore, ascoltarlo è un’esperienza che richiama vecchie memorie. Riporta all’infanzia, alla mamma e al papà che, seduti sul bordo del letto, ti raccontavano la fiaba della buonanotte. Quando descrive il mondo del suo Animali fantastici e dove trovarli alza gli occhi e muove le mani come a descrivere bacchette magiche e creature voltanti. E così diventa facile vederlo, immaginarlo reale e possibile. Ecco perché, dopo gli ultimi film di Harry Potter, J.K. Rowling e la produzione hanno voluto ancora lui alla guida di questo prologo alle avventure del giovane mago.
Del film si è detto già molto e i fan non vedono l’ora di potersi rituffare nelle atmosfere magiche di Hogwarts e dintorni. Lo spunto nasce questa volta non da un romanzo ma da un manuale per apprendisti apparso nei film e nei libri della saga e dallo stesso titolo, Animali fantastici: dove trovarli. A partire da questo manuale la Rowling, con la collaborazione di Steve Kloves, ha realizzato una sceneggiatura che racconta attraverso le stesse atmosfere magiche di Harry Potter, e alcuni dei suoi personaggi, una storia ambientata 70 anni prima, a New York. Qui arriva il giovane mago inglese Newt Scamander (Eddie Redmayne), per partecipare al Magical Congress of the United States of America, abbreviato in MACUSA. Per Newt la trasferta non si rivela un soggiorno facile. La situazione gli sfugge infatti di mano quando le fantastiche creature custodite nella sua magica valigetta trovano una via di fuga. «Questa che raccontiamo» – spiega il regista – «è una storia dal tono diverso, non ci sono bambini se non la bravissima Faith Wood-Blagrove, che interpreta Modesty. Per il resto sono tutti attori adulti». Oltre a Redmayne fanno parte del cast nomi come Colin Farrell, Katherine Waterston, Jon Voight, Ron Perlman e Dan Fogler, i cui ruoli approfondiamo in queste pagine. «È un mondo magico capace di affascinare tutti, grandi e piccoli, perché racconta la storia di un outsider in cui è facile immedesimarsi. Chi per un verso e chi per l’altro, ci sentiamo tutti diversi, maldestri e poco appropriati. Questa è la storia di persone stigmatizzate, etichettate e per questo costrette a non mostrarsi, a fare di tutto per passare inosservate. Chi non si è sentito così, almeno una volta nella vita?».

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