Marilyn Manson

Proseguono le controversie legali legate al cantante e attore Marilyn Manson, nei confronti del quale sono state formulate nei mesi scorsi svariate accuse di abusi da diverse donne, dall’ex fidanzata Evan Rachel Wood all’attrice Esmé Bianco.

La rockstar ha deciso, nelle ultime ore, di consegnarsi alla polizia di Los Angeles, ma stavolta non si tratta di una prevaricazione di carattere fisico o sessuale. Su Manson pendeva infatti un mandato di arresto per via di un episodio avvenuto nel New Hampshire nel 2019, come scrive il sito Deadline: durante un concerto il noto frontman aveva sputato e sparato a una persona che teneva in mano una videocamera. Il fatto è accaduto al Bank of New Hampshire Pavilion il 18 agosto di due anni fa, quando Manson si esibì all’anfiteatro di Gilford. 

L’artista, al secolo Brian Hugh Warner, dovrà rispondere dei due capi d’imputazione e potrebbe essere chiamato in giudizio entro metà agosto, anche se la sua presenza in tribunale non sarà richiesta. L’accusa ai suoi danni venne formulata il giorno dopo il fatto, ma ci sono voluti vari mesi per venire a capo delle indagini. La persona che brandiva la videocamera, che non è stata identificata, stava lavorando nella buca sotto il palco nel momento in cui Manson iniziò ad aggredirla.

Secondo il dipartimento di Gilford Manson, il suo agente e il consulente legale «sapevano da tempo del mandato di arresto ma non è stato fatto alcuno sforzo da parte sua per tornare nel New Hampshire per rispondere alle accuse pendenti».

Manson dovrà far fronte, parallelamente, a un processo dovuto alle accuse separate di stupro e abuso cui facevamo riferimento.

Fonte: Deadline

Foto: Getty (Danny E. Martindale/Getty Images)

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